Guerra tra clan nel Leccese: un fermo per tentato omicidio

Il 25 ottobre scorso si è cercato di uccidere il nuovo capo del clan "Potenza", Antonio Amin Afendi. Fermato l'esecutore materiale

Si chiama Giuseppe Moscara, ha 24 anni ed è ritenuto l'esecutore materiale del tentato omicidio che si è verificato lo scorso 25 ottobre a Casarano, un Comune in provincia di Lecce, ai danni di Antonio Amin Afendi.

Il provvedimento, emesso dalla direzione distrettuale antimafia di Lecce, è stato eseguito dai carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale. Moscara, pluripregiudicato, è affiliato alla cosca "Montedoro", mentre Afendi sarebbe l'astro nascente del clan "Potenza" dopo l'assassinio del capo indiscusso dello stesso gruppo criminale, Augustino Potenza, avvenuto nel 2016.

Con il provvedimento emesso si contestano a Moscara, oltre al tentato omicidio, anche la detenzione di armi. Il giovane uomo, infatti, era in possesso di un kalashnikov ed un fucile a pallettoni, usati il 25 ottobre. Non solo. Il 24enne avrebbe anche dato alle fiamme il veicolo utilizzato per compiere il delitto. Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere leccese di Borgo San Nicola.

La sparatoria è avvenuta, come detto, venerdì 25 ottobre in pieno giorno e nel centro storico. Le attività commerciali erano ancora aperte e, fortunatamente, non ci sono state vittime innocenti nell'agguato. Sull'azione delittuosa si sono espressi anche i cittadini del presidio di "Libera" di Casarano. In una nota è stato ricordato l'omicidio di Augustino Potenza (capo indiscusso del clan "Potenza") avvenuto tre anni fa ed il tentato omicidio di Luigi Spennato.

"La nostra città a chi appartiene?" chiede Libera in una nota continuando: " Noi del presidio ci rivolgiamo alle istituzioni chiedendo, ancor di più, azioni concrete, volte a garantire maggiore sicurezza e ad assicurare alla giustizia, attraverso approfondite indagini, chi del sistema criminale fa parte".