Guido Bertolaso: "Pensavamo di far esplodere ponte Sant'Angelo in occasione della piena del Tevere"

Una montagna d'acqua spinge sotto Castel Sant'Angelo, la più impetuosa piena da anni. La war room della Protezione civile dà l'ordine: "Fate esplodere ponte Sant'Angelo"

Una montagna d'acqua spinge sotto Castel Sant'Angelo, la più impetuosa piena da anni. La war room della Protezione civile dà l'ordine: "Fate esplodere ponte Sant'Angelo". Sembra la scena di un film. Ma le cose sono andate proprio così. Perché è una situazione che è stata ad un passo dall'avverarsi.

Nei giorni peggiori della piena del Tevere nell'inverno 2008, la Protezione Civile valutò la possibilità di far saltare ponte Sant'Angelo, nel cuore di Roma, davanti a Castel Sant'Angelo, perché l'effetto "diga" che si creava con i barconi incastrati alla base del ponte poteva degenerare. E' la rivelazione di Guido Bertolaso, all'epoca capo della Protezione Civile, durante il processo per gli appalti del G8 nel quale è accusato di corruzione. "Per 72 ore, giorno e notte - ricorda Bertolaso - ho tenuto d'occhio la piena con questi barconi che si andavano a incastrare sotto Ponte Sant'Angelo facendo da diga al fiume. La situazione si era fatta molto critica, si ipotizzò, ma non fu mai detto pubblicamente, la possibilità di far saltare il ponte, salvando le statue del Bernini se le cose fossero precipitate".