"Ho scambiato 5mila neonati nelle culle. Lo facevo per divertimento”

La zambiana Elizabeth Mwewa, malata terminale, ha ammesso: "Nei 12 anni in cui ho lavorato come infermiera al reparto Maternità dell'UTH ho scambiato nelle loro culle circa 5mila neonati"

"Ho trovato Dio e sono rinata, e quindi non voglio più nascondere nulla: nei 12 anni in cui ho lavorato come infermiera al reparto Maternità dell'UTH ho scambiato nelle loro culle circa 5mila neonati". Questa la confessione choc resa da Elizabeth Mwewa al quotidiano Zambian Observer che avendo un tumore allo stadio terminale ha deciso di "rendere conto" dei suoi peccati.

La donna, che lavorava allo University Teaching Hospital di Lusaka, ha ammesso di aver scambiato quei bambini "per divertimento" e spera nel perdono di Dio. "E - aggiunge - chiedo anche agli zambiani di perdonarmi per tutto il male che ho fatto a bambini innocenti. Ho provocato il divorzio di alcune coppie che, sebbene fossero fedeli, hanno pensato a un tradimento dopo il test del DNA. Ho fatto allattare a molte madri figli non loro"."Scambiavo i bambini per divertimento. Quindi se tutti i vostri fratelli e sorelle hanno la pelle molto scura e voi ce l'avete più chiara, è probabile che vi abbia scambiato io, e mi dispiace molto per questo", ha detto invitando tutti le persone nate nell'ospedale di Lusaka tra il 1983 e il 1995 a verificare la propria identità attraverso l'esame del Dna.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 08/04/2019 - 22:20

Il DNA dunque non é una "prova regina" e non é neanche una prova, bensì soltanto un indizio. Bossetti deve essere scarcerato e risarcito dei danni sofferti. I magistrati tanto ottusi da non considerare questa possibilità devono essere puniti. L'invidia razzista di una infermiera nera é lo stesso movente di una infermiera o una PM meridionali contro la gente bergamasca? Io da terrone dico di sì.

Divoll

Mar, 09/04/2019 - 15:24

@ Gianfranco Robe - Lasciamo stare Bossetti e quel che dicono i suoi avvocati (devono pur dire qualcosa per difendere il clinete). Ma il DNA - a meno che non sia stato impiantato artificialmente su un abito, fazzoletto o altro oggetto rinvenuto su una scena del crimine - e' una prova. Sicuramente una prova di parentela, al punto che si usa per definire la paternita', la maternita' o comunque la consanguineita'. Due linee DNA del tutto uguali si possono trovare soltanto in gemelli omozigoti.

maxadamo

Gio, 11/04/2019 - 23:15

@Gianfranco Robe, almeno sapere leggere. Non si chiede altro. Lei ha fatto tutto in Zambia, con i neri come lei. L'invidia razzista non c'entran nulla.