Hotel Rigopiano, il mistero dell'orologio senza proprietario

Tra le macerie dell'albergo è stato trovato un orologio, apparentemente costoso, ma i parenti delle vittime non lo ricoscono

A distanza di più di un mese dalla tragedia di Rigopiano, dalle macerie continuano a emergere dettagli su quanto accaduto quel 18 gennaio quando una valanga ha spazzato via l'hotel di Farindola uccidendo 29 persone.

Come scrive il Corriere della Sera, qualche giorno fa, il maresciallo capo Pasquale Columbaro, comandante della stazione dei carabinieri di Penne, ha telefonato a Gianluca Tanda, il fratello di Marco, 25 anni, pilota Ryanair, una delle 29 vittime: "Pronto Gianluca, mi puoi aiutare? Abbiamo trovato tra le macerie un orologio. Vorremmo restituirlo alla persona a cui apparteneva o comunque alla famiglia...". Dopo la telefonata sono iniziate le ricerce. Gianluca ha subito inviato la foto dell'orologio ai componenti della chat di WhatsApp "News Rigopiano", creata da lui per tenere in contatto il più possibile i familiari delle 29 vittime e degli 11 sopravvissuti. In tutto, quasi 60 persone che però non hanno rivendicato la proprietà dell'orologio.

Dunque, a chi appartiene? Si tratta di un Patek Philippe, ha un cinturino di pelle nera, sembrerebbe da uomo, un orologio automatico da polso. Sul quadrante si legge una data: il 19, probabilmente il giorno in cui si è fermato. L'orario è invece sei e mezza, che potrebbero anche essere le 18,30. "È un orologio di lusso - dice Gianluca - costerà decine di migliaia di euro, ma nessuno dei nostri sembra riconoscerlo. Forse apparteneva al proprietario dell’hotel, Roberto Del Rosso, anche lui tra le vittime. Stiamo provando a rintracciare qualcuno della famiglia, probabilmente non hanno ancora visto la chat...".