I consigli del marine: "Ecco come educare i vostri figli come soldati"

Il sergente capo Chris Lopez, che ha fatto anche l'istruttore ed ora ha 3 figli, ha spiegato il modo migliore per educare i propri figli e crescerli con i valori dell'Esercito

Un bambino non è, non può essere come un plotone di reclute. Magri un giorno diventerà un soldato, ma di certo non lo si può far crescere sin da piccolo con le regole della caserma. O forse sì. Chris Lopez, un sergente capo dei marine ed ex istruttore, pensa che le linee guida date dall'addestramento militare possano essere usate anche nell'educazione dei pargoli. "I principi da adottare sul campo di guerra - ha detto al sito Fatherly - sono gli stessi da usare al parco giochi".

E così ha stilato una lista di consigli per tutti i padri che desiderano educare ai figli ai valori del rispetto e del sacrificio che la vita militare sa insegnare. (guarda il video)

1) Obiettivo autodisciplina: "Quando abbiamo un gruppo di nuove reclute - dice Lopez - non sappiamo quale siano le regole che hanno seguito nella loro vita. Cerchiamo inizialmente di impostare una linea di base. E di far rispettare determinate regole". Con i bambini è diverso. Li conosciamo molto meglio, ma bisogna far in modo che imparino a fare la cosa giusta "anche quando non sono controllati e non solo perché sanno che in caso contrario potreste sequestrargli l'iPad".

2) Imporre una disciplina: Quando i bambini non danno ascolto, la punizione è l'unica arma da utilizzare. "Non servono pene corporali - suggerisce Chris - è meglio colpirli sulle cose a cui sono più attaccati. Come l'iPad. Se non vi dà ascolto o non è educato si arriva al punto in cui è necessario punire: in qui casi i miei figli non vedono più l'iPad fino al giorno successivo". Privarli di oggetti cui sono molto legati ha "lo stesso effetto di quando noi venivamo sculacciati da piccoli".

3) Quando l'empatia incontra la strategia: "Tutti i bambini di tre anni vogliono fare alcune cose pericolose. Io cerco di non lasciarli arrivare al punto in cui sono costretto a dirgli di 'no' e si rischia un "capriccio". Meglio 'cambiare canale', spostare la sua attenzione da un'altra parte. Se poi gli dico di smettere di fare qualcosa, e lui non lo fa, gli spiego il motivo del diniego e poi cerco di distogliere la sua attenzione". Non proprio come accade in caserma, ma il princio è lo stesso: far in modo che le reclute facciano le scelte giuste.

4) Differenza tra repressione e correzione: Proprio per questo si vede la vicinanza tra l'educazione familiare e quella militare. Non serve reprimere. Le reclute vanno corrette. "Non credo nella mentalità zero difetti - dice Lopez -. Sono fermamente convinto che ci sia una differenza tra la pena e la correzione. Se il bambino fa un errore in buona fede non è un grosso problema".

5) Aver paura degli errori è peggio che commetterli: "Bisogna consentire ai bambini - o a delle reclute che si sta formando - a fare questi errori. È in quelle occasioni che spesso si ottengono le idee migliori. Se criticate costantemente le ruclute su come fare le cose, non impareranno mai a risolvere i problemi da soli".

6) "Perché lo dice la mamma" non è una motivazione da dare: "I bambini sono come i soldati, ottengono il beneficio dal come e dal perché delle regole sono quando le hanno seguite. Alle mie reclute - dice Lopez - dico che col procedere della formazione, le spiegazioni cominciano ad essere sempre di più". Lo stesso vale per i bambini. "Quanto più si spiega il motivo per cui si sta facendo far loro quello che stanno facendo, più saranno efficienti sono nel fare il compito. L'obiettivo è quello di essere il più pazienti possibili, e spiegare le cose così come stanno. Senza dire mai: Si fa così perché lo dico io".

Insomma, educare i propri figli non è poi così diverso dall'istruire delle reclute. "Quando hai 90 ragazzi che vogliono essere un Marine, che vanno a correre per dimostrvi che valgono più delle altre reclute, è molto inebriante. Ed è difficile passare da queste 90 reclute che fanno tutto quello che vuoi che facciano e andare a casa, dove devi aspettare una mezz'ora per vedere tuo figlio raccogliere le calze e le scarpe".

Commenti
Ritratto di Tino 44

Tino 44

Ven, 26/02/2016 - 17:39

Il ripristino della "Naja" sarebbe molto utile per i nostri giovani , cosi imparerenno un po di disciplina, cameratismo e di amor patrio. Magari insegnare loro un pò di tecniche di protezione civile e del territorio così da poterli impiegare in qualche eventuale calamità.

Rotohorsy

Ven, 26/02/2016 - 18:16

In Italia, questo modo di pensare ce lo siamo ormai dimenticato perciò che siamo un popolo di rammolliti schettini. Pochi giorni fa è stata pubblicata un'intervista di un istruttore della Legione Straniera che diceva appunto che quasi tutti gli aspiranti legionari italiani non finivano il corso perchè troppo molli.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Sab, 27/02/2016 - 11:46

Funziona solo se c'è l'esempio del papà.