Paracadutisti italiani intitolano un corso all'eroe di Palmira

La 161esima edizione del corso di paracadutismo dell'Associazione Paracadutisti d'Italia per la prima volta non sarà intitolata ad un italiano, bensì ad Alexandr Prokhorenko, l'ufficiale russo che si sacrificò per non cadere prigioniero dell'Isis

Per la prima volta nella sua storia l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia ha voluto intitolare il proprio corso di paracadutismo non ad un italiano, bensì ad un ufficiale russo. La 161esima edizione del corso di paracadutismo organizzato presso la palestra Folgore di Roma dall’Associazione, che, nata nel secondo dopoguerra per iniziativa dei veterani, comprende parà in servizio o in congedo, e paracadutisti civili, sarà intitolata, infatti, ad Alexandr Prokhorenko. Il giovane ufficiale delle forze speciali russe che a Tadmor, nella provincia siriana di Homs, diresse contro di sé il fuoco dei caccia dell'esercito di Mosca, per non cadere prigioniero dell’Isis. Prokhorenko è stato per questo, successivamente insignito dal presidente russo, Vladimir Putin, della Stella di Eroe della Federazione Russa.

L’idea di dedicare un corso ad Alexandr Prokhorenko è partita dal presidente della sezione di Roma dell’ANPd’I, Adriano Tocchi. Intitolare il corso ad Alexandr Prokhorenko, scrivono in una nota i paracadusti, ha una “valenza ed un interesse significativi” in questo periodo storico, “proprio per le centinaia di vite di cittadini europei brutalmente strappate ai propri cari dai fondamentalisti, per le migliaia assassinate nei Paesi arabi, e per la pericolosa mancanza di coesione tra i Paesi che dovrebbero collaborare mentre invece si ostacolano, prigionieri di interessi privati intricati e confliggenti”.

“Alexandr Prokhorenko è deceduto nel corso di una missione nella quale doveva individuare e comunicare alle proprie forze aeree la posizione di obiettivi militari di Daesh. Una volta scoperto, essendo ormai circondato da diverse decine di jihadisti, e quasi esaurite le proprie munizioni sceglieva, oltre ogni altra soluzione, di chiedere un bombardamento sulle proprie coordinate evitando così la resa ad un nemico barbaro e disumano”, si legge nella nota diffusa dall’Associazione, che prosegue riportando le parole che l’ufficiale pronunciò dopo la richiesta di essere colpito da fuoco amico: “sono là fuori, facciamola finita, grazie”. “Dica alla mia famiglia e al mio Paese che li amo, dite loro che sono stato coraggioso e che ho combattuto fino a quando non ho potuto fare di più”.

Sarà il presidente dell’Associazione, Adriano Tocchi, a presentare l’iniziativa, mercoledì prossimo, assieme all’addetto per la Difesa della Federazione Russa in Italia, Sergej Chukhrov. La presentazione si svolgerà al Centro Russo di Scienza e Cultura di Roma, che, per l’occasione, ospiterà anche una mostra fotografica sulla vita dei paracadutisti russi ed italiani, “in linea con lo spirito eroico che ha ispirato il corso”. Una curiosità: il corso sarà gratuito per i primi cinque cittadini della Federazione Russa che si iscriveranno.

Commenti

blackindustry

Mar, 04/10/2016 - 02:08

ONORE.

LP

Mar, 04/10/2016 - 06:32

Voi del Giornale siete gli unici a dare queste notizie, che riaccendono un filo di speranza in questa 'disgraziata nazione, senza amici, senza alleati, senza l'onore ed incapace di battersi anche nella situazione avversa....'. Non sono parole mie, sono copiate da quanto disse una MOVM.

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Mar, 04/10/2016 - 09:47

Esempio di coraggio e di rispetto dei valori.