I riti delle confraternite americane: notti in gabbia e vomito addosso

Uno studente è riuscito a fotografare gli abusi che i ragazzi erano costretti a subire per entrare a far parte della confraternita. Si tratta di vere e proprie umiliazioni

La storia del cinema ci ha abituati a pensare alle confraternite americane come a gruppi di ragazzi che al massimo si sbronzano alle feste. Ma quello che è emerso da un'inchiesta sulla confraternita "Sigma Pi" dell'Università di Hofstra a Hempstead, New York, è davvero inquietante.

Come riportato dal Daily Mail, le immagini che hanno dato inizio all'indagine sono state fornite da Syed Ali John Mehdi, studente che è entrato a far parte dell'organizzazione nella primavera del 2015 ma che si è accorto quasi subito degli abusi che venivano commessi all'interno della confraternita.

Gli scatti ritraggono uno studente chiuso in una minuscola gabbia, pratica che era parte di un rituale: gli iniziati erano costretti a restare là dentro finché non rispondevano correttamente a tutte le domande della confraternita.

Altri scatti mostrano alcuni uomini bendati davanti a una svastica disegnata sul muro, cosparsi fino ai genitali con il peperoncino più piccante del mondo e poi rimanevano per ore in quella posizione. In un'altra foto, i ragazzi in mutande sono sdraiati a terra e coperti di farina. Gli inquirenti hanno anche visionato un video in cui ci sono dei confratelli costretti a ingozzarsi di latte e a vomitarsi addosso.

Mehdi racconta di lavori forzati, sculacciate, pagaiate e minacce in uno scenario anti-semita. I capi ordinavano di tutto, che venissero lavati i loro panni sporchi o che fossero scarrozzate in giro le loro fidanzate, in un sistema di meriti e demeriti che determinava punizioni o promozioni. Gli iniziati dovevano bere miscugli di schifezze, fare le flessioni con tappi di bottiglia fra i gomiti e il pavimento.

La scuola ha sospeso la confraternita non specificando al momento le motivazioni.