I sopravvissuti arrivati a Catania: "Aggrappati ai morti per salvarci"

La nave Gregoretti con i 27 superstiti è arrivata al porto di Catania. Fermati due scafisti

Attaccati ai morti per restare vivi. I corpi dei compagni di viaggio trasformati in salvagente. Le ultime forze spese per lanciare un urlo nella notte, prima che l'acqua ti invada i polmoni e ti porti a fondo. Il racconto dei 28 sopravvissuti all'ecatombe al largo della Libia, che questa sera sono arrivati al porto di Catania a bordo della nave Gregoretti, è un concentrato di orrore, disperazione, tristezza e rabbia.

"Ci siamo aggrappati ai morti, abbiamo sentito il rumore dei motori e abbiamo urlato con tutte le forze che ci rimanevano", hanno raccontato gli ultimi due naufraghi salvati. Poi i soccorritori hanno iniziato a tirare su soltanto cadaveri. E una sorta di diario di bordo: un quaderno con nomi e cifre accanto che ora gli investigatori esamineranno per cercare di risalire ai responsabili di questo omicidio di massa. "Siamo arrivati nella zona del naufragio attorno alle due di notte - ha spiegato il comandante di Nave Gregoretti Gianluigi Bove - del barcone non c'era più alcuna traccia, tranne alcuni detriti e chiazze di nafta. Siamo riusciti a recuperare due naufraghi, mentre altri 26 erano già a bordo della nave portoghese". Il King Jacob era arrivato un paio d'ore prima. Quando dalla nave della Guardia Costiera hanno calato i gommoni non si vedeva a 10 metri di distanza. "Ho visto la gente in mare che gridava - racconta ancora Bove - abbiamo fatto di tutto per salvarli, ma non ce l'abbiamo fatta. E questa tristezza nessuno me la leverà mai".

"Era buio pesto - continua - siamo andati in mare per recuperare i cadaveri, non pensavamo di trovare ancora persone vive. Ed invece abbiamo sentito delle urla. Quando ci siamo avvicinati abbiamo recuperato due uomini che si erano aggrappati ai morti per cercare di rimanere a galla. Urlavano con le ultime forze che gli erano rimaste. Erano allo stremo, siamo riusciti a issarli a bordo, ma non avrebbero resistito per molto". Tutti gli altri sono andati a fondo.

Le ventiquattro salme recuperate sono state lasciate a Malta. Un numero indefinito di cadaveri, invece, è ancora sul fondo del Mediterraneo. I racconti dei superstiti non consentono di avere certezze. Nessuno è davvero in grado di dire quanti disperati sono stati stipati alla partenza. "Il peschereccio aveva tre livelli - ha raccontato il giovane sopravvissuto del Bangladesh che ieri è stato trasferito all'ospedale di Catania - quello più basso era la stiva e centinaia di persone sono state costrette ad entrare li dentro. Poi i trafficanti hanno chiuso i boccaporti, per evitare che uscissero durante la navigazione". Il secondo livello era invece quello della piccola cabina che c'è in coperta, all'altezza della murata del barcone. "Anche qui erano stipate centinaia di persone". Infine quelli sul ponte, i più fortunati: i sopravvissuti si trovavano tutti qui. "Si capisce chiaramente - dice il procuratore di Catania Giovanni Salvi - che la maggior parte di loro non avrebbe potuto salvarsi".

Ce l'hanno fatta, invece, i due scafisti, arrivati insieme ai disperati al porto di Catania, dove sono stati fermati. "Si tratta del comandante, tunisino, e di un suo assistente, siriano", ha detto il ministro dell’interno Angelino Alfano.

Commenti
Ritratto di sergio.stagnaro

sergio.stagnaro

Mar, 21/04/2015 - 08:19

Stupisce che non ci sia un politico nella CE che fondatamente sospetti che questa epocale immigrazione clandestina è un'arma efficace usata per distruggere la cultura occidentale, nata in Grecia nel periodo assiale. Come dire "politici della mutua".

spectre

Mar, 21/04/2015 - 08:36

adesso diventano dei martiri? hanno deciso loro di spendere così tanti soldi per venire in Italia clandestinamente mettendosi nelle mani di delinquenti.... con gli stessi soldi che pagano probabilmente si pagherebbero un bel posto in Business class dal loro fottuto paese .... questa cosa non l'ho ancora capita comunque...qualcuno me la deve spiegare...ma bene però!!!

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Mar, 21/04/2015 - 08:49

Vedrete che agli scafisti le nostre toghe,almeno un paio di giorni di carcere glie li faranno fare.Certamente non la passeranno liscia.Altra cosa è se un italiano si difende da una aggressione ,allora li sono cxxxi amari.

emmea

Mar, 21/04/2015 - 15:04

#Spectre – Anch’io mi sono posto più volte la stessa domanda ma sono giunto alla conclusione che la verità è che non è affatto vero che questi poveracci dispongono di così tanti soldi da dare a quei criminali di trafficanti. E la prova sta in quello che viene detto dagli stessi trafficanti intercettati "..anche 80.000 dollari di incasso a barcone". Per racimolare quella cifra al prezzo di 2000 dollari a cranio (secondo la vulgata) basterebbero 40 persone, ma siccome i barconi ne stipano a centinaia ecco che il prezzo a persona cala e di molto anche. Insomma imbarcano tutti basta che paghino qualcosa. E l'informazione becca sempre e riporta a pappagallo senza riflettere. Qualcuno mi dovrebbe spiegare anche come fa un naufrago ad aggrapparsi a un morto annegato dato che chi muore annegato coi polmoni pieni d’acqua finisce subito in fondo al mare. O erano cadaveri in putrefazione? Sveglia!!! E basta con l’ipocrisia e il buonismo, l’Europa non può contenere l’Africa!!!

spectre

Mar, 21/04/2015 - 16:59

hehehe #emmea... si hai proprio ragione su tutto... comunque siamo proprio un paese di idioti... l'unico problema e che se non riportano in dietro tutte queste scimmie sarà la nostra fine... devono chiudere le frontiere e rispedirli indietro tutti!!!!