Ikea ritira il bicchiere da viaggio: "Può rilasciare sostanze chimiche"

Ikea ritira dal mercato il bicchiere Troligtvis, non conforme ai requisiti dell’azienda. L'annuncio: "Non utilizzatelo se riporta la dicitura Made in India"

Ikea ha deciso di ritirare dal mercato il bicchiere da viaggio Troligtvis. A dare la notizia è stata la stessa azienda svedese che ha invitato tutti i suoi clienti a non utilizzare il prodotto nel caso in cui riporti la dicitura "Made in India".

Recenti test effettuati sul prodotto hanno indicato che il bicchiere da viaggio può rilasciare livelli di dibutilftalato in quantità superiori ai limiti stabiliti. Per questo il colosso dell'arredamento ha deciso di ritirareTroligtvis e chiesto ai clienti di riportare il bicchiere acquistato al più vicino negozio, dove riceveranno un rimborso completo anche in assenza di scontrino fiscale.

"La sicurezza dei prodotti è fondamentale per Ikea. Tutti i prodotti Ikea vengono costantemente testati e devono rispettare le norme e le leggi vigenti, oltre che i requisiti interni dell’azienda stessa", si legge nel comunicato rilasciato da Ikea. Da anni il colosso svedese ha deciso di bandire l'uso degli ftalati (composti chimici usati nell'industria delle materie plastiche come agenti plastificanti ovvero come sostanze aggiunte al polimero per migliorarne la flessibilità e la modellabilità) dai prodotti destinati al contatto con gli alimenti.

L'indagine aperta dall'azienda su Troligtvis ha dimostrato che i bicchieri contrassegnati con la dicitura "Made in India" possono rilasciare sostanze chimiche in quantità superiori ai limiti stabiliti. Alla luce dei risultati di analisi di laboratorio, è stata quindi bloccata la distribuzione dei bicchieri che erano in vendita in tutti gli store e online dall'agosto 2019. Allo stesso tempo è iniziato il ritiro dal mercato del prodotto, nonostante il rischio di effetti negativi immediati sulla salute sia molto basso.

L'annuncio del ritiro del prodotto arriva a pochi giorni dalla notizia del risarcimento che la multinazionale dovrà pagare per la morte di un bimbo californiano. Nel maggio del 2017, il piccolo di 2 anni è morto schiacciato da una cassettiera. Prima di lui avevano perso la vita altri sei bambini, mentre 36 erano rimasti feriti dal mobile sotto accusa. Il prodotto era stato richiamato nel 2016, ma, come è stato denunciato dopo la morte del piccolo Jozef "il ritiro è stato poco pubblicizzato da Ikea e l'azione dell'azienda si è dimostrata inefficace nell'individuare questi mobili difettosi e instabili dalle stanze dei bambini in tutto il Paese". Ora il colosso svedese dovrà pagare 46 milioni di dollari (oltre 41 milioni di euro) come risarcimento.

Commenti

cgf

Mer, 15/01/2020 - 13:12

La sicurezza dei prodotti è fondamentale per Ikea e, come dicono sempre loro, fanno sempre tanti test, però ogni tanto un prodotto è ritirato, dei bambini muoiono…