Ilva di Taranto, dodici gli indagati per la morte di Giacomo Campo

Omicidio colposo e reati in materia infortunistica sono le accuse mosse dagli inquirenti ai rappresentanti dell'Ilva e della Steel Service

Dopo la morte di Giacomo Campo, l'operaio di 25 anni della Steel Service, la ditta di appalto dell'Ilva che effettua le pulizie industriali, stritolato all'altoforno 4 tra il nastro che trasporta minerale e il rullo sottostante, vengono fuori, dalle prime investigazioni, un nutrito numero di indagati.

Sono dodici le persone iscritte nel registro della procura di Taranto fra rappresentanti dell' Ilva, in qualità di committente dell'attività e responsabili della ditta appaltatrice. Le accuse sono di omicidio colposo e altri reati in materia di infortunistica. Il sostituto procuratore, Giovanna Cannarile, ha già effettuato un sopralluogo e al momento il nastro trasportatore è sotto sequestro e l'altoforno 4 è spento.

Restano attivi per adesso solo due dei quattro altoforni dello stabilimento siderurgico. Questo significa che la produzione è sensibilmente diminuita.

Intanto le sigle sindacali, filcams cgil, fisascat cisl e uiltrasporti uil di Taranto, hanno proclamato un altro sciopero di tutti i lavoratori dell'Ilva e delle ditte che operano al suo interno, dalle 5 di questa mattina fino alle 7 di domani.

“Crediamo che non sia più sostenibile l'attesa per mettere in campo gli interventi previsti dall'autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento – ha dichiarato in una nota, Antonio Talò segretario della Uil di Taranto e aggiunge - Anche l'ultima relazione dell'Ispra evidenzia, su vari fronti, i ritardi nell'attuazione dell'Autorizzazione integrata ambientale. Le nostre richieste, fino ad oggi, sono state inascoltate.”

Intanto l'Ilva, in una nota fa sapere che i commissari straordinari, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, hanno convocato le sigle sindacali nazionali e regionali per un tavolo di confronto che si terrà a Roma dopodomani, alle ore 18. Obiettivo dell’incontro è quello di proseguire la discussione sulla gestione ordinaria e straordinaria dello stabilimento, dagli interventi di manutenzione ai temi relativi alla sicurezza, anche alla luce del tragico incidente.

Commissari e sindacati a parte, il presidente della Puglia, Michele Emiliano, con un tweet chiede la revoca della facoltà d'uso dello stabilimento sequestrato e annuncia: "L'atteggiamento dell'Amministrazione regionale nei confronti della situazione Ilva cambia completamente" indicando così la sua propensione alla chiusura delle acciaierie.