WhatsApp, furgoni e alloggi: così facevano entrare migranti

L’operazione contro l’immigrazione clandestina è stata condotta dalla squadra mobile di Torino, dalla polizia di frontiera francese e da agenti Europol

Una task force internazionale formata da uomini della squadra mobile di Torino e della polizia di frontiera francese coadiuvati da agenti dell’Europol, è riuscita a sgominare un'associazione criminale radicata in Piemonte e Lombardia, con ramificazione Oltralpe e in altri Stati europei, operante nel "settore" dell’immigrazione clandestina.

Il sodalizio, infatti, è ritenuto essere responsabile dell'ingresso illegale di migliaia di cittadini asiatici, tra cui pakistani, indiani e bengalesi, in diverse nazioni del Vecchio Continente. L'operazione, denominata ''Pakistan 2019'', è stata messa a segno questa mattina al termine di complessi accertamenti svolti nell'ambito dell'accordo a suo tempo concluso per la costituzione di una squadra investigativa comune tra l'Ufficio del giudice Istruttore della Giurisdizione Interregionale Specializzata (Jirs) presso il tribunale di grande istanza di Lione e la Procura della Repubblica di Torino, che hanno diretto le indagini.

Nel corso del blitz sono stati eseguiti sei fermi di indiziato di delitto e due mandati di arresto europeo, nelle province di Torino, Alessandria, Treviso, Trento e Bergamo. In quest’ultima città, gli agenti hanno scoperto una cosiddetta "Safe House" dove si nascondevano 20 pakistani in procinto di partire per il nord Europa. In via Carmagnola a Torino, invece, è stata trovata un'abitazione con altri 14 pakistani non ancora identificati.

La polizia fa sapere che il sodalizio criminale ''era divenuto ormai famoso tra i connazionali presenti in Italia ed all'estero, al punto da ricevere richieste direttamente dai paesi di origine degli aspiranti viaggiatori''. Le stesse forze dell’ordine fanno sapere che il modus operandi del gruppo che favoriva l’immigrazione clandestina era ormai consolidato. Gli immigrati irregolari giungevano in Italia con istruzioni precise su come comportarsi e su cosa fare e conoscendo i numeri di telefono da contattare, rigorosamente tramite Whatsapp o Im.

Una volta stabilita la tariffa per la destinazione prescelta scattava un’altra fase dell’operazione. I "clienti", a cui veniva promesso un passaggio in auto, venivano fatti nascondere in appartamenti a disposizione del gruppo per il tempo necessario a reperire un veicolo su cui farli viaggiare ed un autista disposto a condurlo in cambio di qualche centinaio di euro.

I mezzi usati erano principalmente dei furgoni merci presi a noleggio sui quali venivano caricati anche decine di immigrati irregolari, tra cui alcuni minorenni. Raramente, invece, venivano utilizzate automobili. In questi casi, gli stranieri venivano stipati persino nei vani portabagagli.

Il 19 novembre scorso, ad esempio, la squadra mobile di Torino e la polizia stradale hanno bloccato un furgone Fiat Ducato sul quale viaggiavano 36 persone. Dalle indagini è emerso che ognuno degli stranieri aveva pagato circa 500 euro per raggiungere la Francia e altri Paesi europei.

Commenti

Trinky

Mar, 10/12/2019 - 22:42

Ma perchè non li portano in Vaticano?