Infiltrato di Striscia la notizia compra patente per un servizio. Ma rischia due anni di galera

Pagare una mazzetta è un reato anche se l'obiettivo è smascherare, con un servizio giornalistico, un giro di corruzione

Pagare una mazzetta è un reato anche se l'obiettivo è smascherare, con un servizio giornalistico, un giro di corruzione. Proprio per concorso in corruzione la procura di Torino ha chiesto la condanna a due anni di un uomo che si era "infiltrato" per un servizio giornalistico della trasmissione Striscia la Notizia. La vicenda riguarda un giro di "patenti facili" per il quale è in corso a Torino un procedimento con 52 imputati. L'uomo venne ingaggiato da un inviato della trasmissione come "attore" e pagò, non di tasca sua, la somma richiesta dalla scuola guida per avere la patente assicurata. L'attore superò l'esame teorico, pur avendo intenzionalmente sbagliato la maggioranza delle risposte, e poi insieme all'inviato contattò la polizia, consegnando le immagini registrate con una telecamera nascosta.

A quel punto l'uomo sostenne però anche la prova pratica di guida per la Patente C: "Avrebbe dovuto fermarsi - spiega il suo legale, l'avvocato Antonio Mencobello - ma per non compromettere le indagini andò a sostenere l'esame di guida. Riteniamo non ci sia il dolo perché non c'era l'intenzione di corrompere: anzi l'intenzione era totalmente contraria, tant'è che hanno denunciano il fatto". Nel corso dell'udienza preliminare in dieci, tra cui l'infiltrato di Striscia, hanno scelto il rito abbreviato. Per loro, tutti soggetti che avrebbero pagato per passare l'esame, il pm Andrea Padalino ha chiesto condanne intorno ai due anni di reclusione. Altri 22 imputati hanno chiesto di patteggiare. La decisione del gup, che dovrà esprimersi su abbreviati, patteggiamenti e l'eventuale rinvio a giudizio degli altri imputati, è prevista per il prossimo 24 novembre.

Commenti

Alessio2012

Lun, 05/10/2015 - 23:40

La procura di Torino, eh? Ma tu guarda...

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bonoitalianoma

Lun, 05/10/2015 - 23:45

...AZZ.. dovrebbero dargli la taglia per aver smascherato e reso utili indizi e prove per "bonificare" un luogo di malaffare con il vantaggio di aver agevolato le indagini della polizia: siamo in Italia che dalla forma di stivale ha preso quella di un manganello con relativo scarpone da calcio in qlo a chi cerca la verità e si dimostra sincero.

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GIANCAGIO

Mar, 06/10/2015 - 00:15

Conoscendo come sono state formulate alcune leggi e l'attività di molti che le applicano, tutti sanno che è un atto auto lesivo dare il proprio contributo in indagini di polizia. Fare il testimone di un fatto delittuoso causa una notevole perdita di tempo, di soldi e il più delle volte si viene torchiati quasi come se si fosse il reo.

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frank60

Mar, 06/10/2015 - 01:05

Questa e' l'italia.

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viperainseno

Mar, 06/10/2015 - 01:28

ma che dire... questo ha smascherato dei delinquenti,(cosa che dovrebbero fare le istituzioni, lautamente pagate) rischia la galera??? ma roba da matti!!! si sono proprio innervositi di brutto!! forse perché è la dimostrazione che tali istituzioni sono inefficenti, quindi inutili, oppure quelle mazzette... vediamo bene come sono distribuita va....

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zocchi

Mar, 06/10/2015 - 01:42

invece di ringraziare per smascherare la corruzione lo processano. è vergognosop

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Runasimi

Mar, 06/10/2015 - 01:50

Se condannano chi ha aiutato la legalità allora dobbiamo accettare la fine della giustizia nel nostro paese.

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paràpadano

Mar, 06/10/2015 - 07:51

A questo punto mi viene da dubitare che il PM sia in affari con l'autoscuola che vendeva patenti. Da quando smascherare delle truffe è reato? Questa è l'ennesima dimostrazione di quanto la giustizia in Italia viva sulla luna.

mauro50

Mar, 06/10/2015 - 17:32

E' il difetto delle leggi italiane, il giudice deve applicarle per forza alla lettera, casi del genere non sono previsti. Qui esce la superiorità della Common Law inglese e americana dove un caso del genere non andrebbe neppure in giudizio e se lo facesse i responsabili sarebbero assolti perché il fatto non sussiste. Infatti la patente acquistata non sarebbe stata utilizzata ovviamente.

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Runasimi

Mar, 06/10/2015 - 23:37

Non si tratta di magistrati che interpretano rigidamente il codice, che peraltro ormai l'hanno sostituito con le proprie idee politiche. Qui ci troviamo di fronte ad un esemplare caso di INCAPACITÀ DI UN MAGISTRATO A SVOLGERE IL PROPRIO MANDATO CONTRO LA CRIMINALITÀ.