"Io, militare stuprato in caserma a Cecchignola vi racconto quei momenti terribili"

"Mi portarono nella lavanderia, sullo stesso piano, e abusarono di me": L.D. ex militare a Cecchignola racconta lo stupro subito per mano dei suoi comilitoni

Una storia raccapricciante che raffiora dopo ben 35 anni. Una violenza sessuale inaudita e superata solamente con gli anni e la psicoanalisi. Il raccondo di L.D., classe 1964 svela scandalosi retroscena e getta luci sinistre sulla Città militare della Cecchignola.

La violenza sessuale

Nel 1982, L.D. è l'ultimo arrivato al Reggimento Genio Trasmissioni a Cecchignola: "Ero ingenuo, sognatore. Volevo diventare ufficiale e mi ero iscritto al corso volontari Vto, i tecnici operatori, quelli con le mostrine blu. A Roma non conoscevo nessuno, ero timido...". Ora, dopo oltre trent'anni a scavare la fossa dove seppelire quel tremendo ricordo, è assessore di un Comune in provincia di Torino. L'ex militare si racconta al Corriere della Sera, descrive minuziosmente quella camerata del grande edificio dell'Esercito in cui venne stuprato dai suoi colleghi nel silenzio dei marescialli e dei capitani.

Ricorda ogni dettaglio di quella notte, del locale della lavanderia immerso nelle tenebre, del sangue a terra, della rabbia e i suoi compagni che sghignazzavano dalla branda. Era maggio, "quella sera ero appena rientrato dal primo congedo. Prima di addormentarmi nella camerata da sei, sentii che i miei compagni bisbigliavano e ridacchiavano... Non ci badai, non potevo immaginare". Aveva solo 17anni quando venne stuprato dal branco. Un branco di cui faceva parte. "Dovevano essere le due quando mi presero dal letto, mani e piedi... Io cercai di dimenarmi, di scappare in corridoio. Ma loro mi sbatterono la testa sul pavimento e persi una prima volta i sensi. Mi portarono nella lavanderia, sullo stesso piano, e abusarono di me. Poi scapparono, lasciandomi svenuto. Mi svegliai forse due ore dopo, completamente nudo. Il sangue usciva dappertutto. Dal naso, dalla bocca, da dietro. Un maresciallo mi coprì con la sua giacca, credevo di morire..."

L'omertà dopo lo stupro

Violentato senza pietà. E poi zittito dall'omertà: "Il capitano A. mi venne a trovare in infermeria e mi disse che, se avessi riferito l’accaduto, sarei stato congedato con demerito e non avrei avuto accesso ai concorsi. Io, ragazzino, terrorizzato, non ebbi scelta: accettai di mettere a verbale che al mio arrivo alla stazione Termini tre balordi mi avevano trascinato in un giardinetto e violentato. Ai miei genitori raccontai di essere caduto. Provavo una vergogna che non mi ha mai abbandonato e mi ha rovinato la vita. Solo in tempi recenti sono riuscito a liberarmi dei miei fantasmi".

Per superare quel ricordo c'è voluta "una lunga e provvidenziale psicoterapia". Con coraggio si è buttato tutto alle spalle e ora denuncia tutto: "Nelle caserme italiane, anche se meno che in passato - chiosa l’assessore piemontese - fatti del genere possono ancora succedere. Voglio esortare le vittime, i ragazzi che oggi hanno l’età che avevo io, a non farsi schiacciare dal silenzio". Uno dei tenenti presenti a Cecchignola. a fine corso, lo prese da parte e gli disse: "Scusami, con te siamo stati dei codardi". Ma non fu l'unico: "Un commilitone, al momento di congedarsi, mi lasciò un biglietto sotto il cuscino. Si chiamava Giorgio: ‘Sii forte. Ciao’, mi scrisse. Per anni l’ho tenuto nel portafoglio, l’ho buttato solo di recente"

Commenti

evuggio

Lun, 17/07/2017 - 13:32

la figura più sconcia che emerge in chiaro da questo racconto è il capitano responsabile di aver "imposto" il silenzio. dovrebbe essere sicuramente possibile far emergere nome e cognome in modo come minimo di affossarlo di vergogna davanti a tutti coloro che lo conoscono ed ai famigliari stessi. E' IL MINIMO CHE SI MERITA

amicomuffo

Lun, 17/07/2017 - 13:49

Se questi ex comilitoni sono uomini( cosa di cui dubito ampiamente dato gli anni di omertà), escano allo scoperto e ammettano le loro colpe...vigliacchi!

fenix1655

Lun, 17/07/2017 - 14:49

Ho letto l'articolo anche sul Corriere della Sera. Mi chiedo il perchè di questi articoli e a quale scopo vengano pubblicati. Le responsabilità di questi fatti sono individuali e facilmente accertabili anche a distanza di anni. Le denunce vanno fatte in primis all'autorità giudiziaria e non certo ai giornali. Le cronache ci hanno insegnato che possono succedere ovunque, nelle case private, nelle caserme, nelle scuole, nelle canoniche, in qualsiasi luogo e con qualsiasi individui. Sono sicuro che le autorità militari si attiveranno immediatamente e per prime per far piena luce sui fatti. E che sia dato lo stesso risalto giornalistico anche alle risultanze.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Lun, 17/07/2017 - 16:51

fenix1655: dopo 35 anni temo che il reato sia ormai caduto in prescrizione...

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Lun, 17/07/2017 - 17:02

anno 1987... alla Cecchignola ci ho trascorso tre mesi per un corso di meccanico mezzi corazzati. Inutile dire che di corso ne ho fatto poco o nulla, in compenso mi hanno fatto il culo (in maniera figurata, fortunatamente) con una media di due/tre guardie la settimana. Ambiente infame... quasi tutti gli ufficiali, inclusi quelli di complemento, erano romani palesemente raccomandati.

Ritratto di BenFrank

BenFrank

Lun, 17/07/2017 - 17:15

Prescrizione o meno, questa storia andrebbe chiarita. Anche dopo 35 anni non dovrebbe essere troppo difficile per giornalisti in gamba, sempre che ve ne siano e la cosa interessi loro, individuare i nomi di sottufficiali e ufficiali di quello squallido reparto. Mi riferisco soprattutto al farabutto con il grado di capitano, che magari oggi si pavoneggia come generale, uno dei tanti disonesti e incapaci tromboni che infestano l'esercito badogliano della ridicola repubblichetta.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 17/07/2017 - 18:04

Ecco chi sono i salvatori ... della propria patria.

Ritratto di elkid

Anonimo (non verificato)

cir

Lun, 17/07/2017 - 18:46

Dreamer 66 : ho fatto anche io la cecchignola come te ma nel 1968. ( genio pionieri ) Confermo tutto quello che ha detto . E' l' unica volta che sono stato a roma e mi e' bastato per tutto il resto della vita.

fenix1655

Lun, 17/07/2017 - 23:55

Dreamer_66 è vero; il reato potrebbe anche essere prescritto ma ciò non toglie che sul fatto deve comunque essere fatta luce pienamente, in primo luogo per verificarne la fondatezza (perchè il reato di falso e diffamazione non è certo prescritto) e poi perchè sui responsabili penso si possa comunque intervenire quanto meno in via disciplinare e amministrativa. Penso non si possa minimamente lasciare alcun dubbio sulla veridicità dei fatti. A meno che a qualcuno non torni comodo alimentare la solita macchina del fango o dare foraggio agli speculatori.

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onefirsttwo

Mar, 18/07/2017 - 06:40

E' lo specchio dell'Italia e degli Italiani : qui si capisce chi sono gli Italiani .

blackbird

Mar, 18/07/2017 - 08:24

Il capitano gli ha detto la verità: se avesse denunciato l'aggressione se la sarebbe vista brutta. Ho conosciuto una persona finita in "licenza permanente", rientrava in caserma ogni 20, 30 giorni per farsi rinnovare la licenza, era stato seviziato e aveva denunciato l'episodio. Lui e i responsabili erano stati trasferiti dal reparto, ma la voce si era sparsa e gli aggressori avevano "amici" dappertutto, anche tra ufficiali e sottufficiali. Così la procura militare aveva deciso per licenze lunghe e consecutive. Ovvio che se avesse voluto fare carriera non gli sarebbe stato più possibile. E poi quello dell'articolo ha denunciato "tre balordi alla stazione" se dovesse essere identificato potrebbe avere conseguenze penali, risultare non credibile, entrare in un circuito giudiziario senza fine, anche dopo 35 anni.

veromario

Mar, 18/07/2017 - 09:01

mi sembra una mega cavolata.

Ritratto di nowhere71

nowhere71

Mar, 18/07/2017 - 10:47

Il capitano che insabbia e' un classico delle caserme. Io posso dirlo per esperienza personale. L'omertà regna nei luoghi di convivenza forzata. Come del resto regna nei conventi, tra i calciatori,... Gli credo, e solo un fesso (o chi non ha mai fatto la leva) potrebbe dire che mente.