In Italia 85mila fratture di femore

Una ladra di ossa silenziosa. Da fermare il prima possibile, per scongiurare il rischio di una vecchiaia costellata da fratture e disabilità. L'osteoporosi (la riduzione della densità di massa ossea), può essere una seria minaccia per la salute dello scheletro e per la qualità di vita. Colpisce quasi 5milioni di persone (l'80 per cento sono donne in postmenopausa) e provoca, ogni anno, circa 85mila fratture di femore. Seppur sia una problematica prevalentemente femminile, anche i maschi possono esserne colpiti: basti pensare che un terzo di tutte le fratture alle anche, avviene proprio nel sesso forte, con un rischio di mortalità, entro il primo anno successivo all'evento, del 37 per cento, il doppio rispetto a quello delle donne.

Spesso l'osteoporosi passa inosservata, fin quando non si verifica una frattura da fragilità. Intercettarla per tempo e trattarla in modo appropriato, è fondamentale. Tuttavia sono pochi, gli italiani che eseguono controlli medici. Dati Istat indicano che solo il 24,5 per cento dei connazionali over 45, si è sottoposto ad una visita per osteoporosi, in assenza di sintomi. É per questo che ha preso il via una campagna informativa per il paziente (visibile su www.fedios.org), firmata Siommms e Fedios, con il contributo non condizionante di Msd Italia. «Oltre i 50 anni una donna su tre è affetta da osteoporosi. Con gli anni, e in particolar modo dopo la menopausa, quando si registrano nella donna bassi livelli di estrogeni, le ossa iniziano a perdere calcio e fosforo e lentamente diventano più fragili. Talmente fragili da andare incontro ad una frattura, anche in seguito ad un micro trauma», spiega Giancarlo Isaia, presidente Siommms e direttore di Geriatria e Malattie Metaboliche dell'osso, dell'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. «Quando si arriva alle fratture, significa che la situazione è veramente compromessa. Le terapie ci sono, e sono anche efficaci. Purché prese correttamente. In Italia solo il 24% delle donne fratturate o ad alto rischio segue una terapia e ben la metà la interrompe». Una delle strategie terapeutiche a disposizione del medico, è a base di alendronato - colecalciferolo.