Gli italiani e i farmaci:ogni anno spendiamo 434€Crescono gli antidepressivi

Ogni cittadino spende circa 434 euro in farmaci, acquistando in media 30 confezioni l’anno, per un totale di 1,8 mld di confezioni. Aumenta il consumo degli antidepressivi, soprattutto in Toscana, in Liguria e a Bolzano

Avete mai fatto caso a quanti farmaci consumate in un anno? Se la risposta è 30 confezioni allora siete nella media. Secondo i dati del “Rapporto Aifa sull’uso dei farmaci in Italia”, infatti, ogni cittadino spende circa 434 euro in farmaci, acquistando in media 30 confezioni l’anno, per un totale di 1,8 mld di confezioni. E il consumo dei farmaci pesa sempre di più sui nostri portafogli: tra il 2010 e il 2011 la spesa per il ticket è salita del 34%, raggiungendo un valore assoluto di un miliardo e 337 milioni, cioè 22 euro a testa. Aumentano poi il consumo dei farmaci e le prescrizioni mediche ma cala lievemente la spesa farmaceutica (-1,6%): 26,3 mld di euro il mercato farmaceutico totale e la spesa territoriale a carico del Servizio Sanitario Nazionale, pari a 12.387 mln di euro, con una riduzione del 4,6% rispetto al 2010.

Ma chi sono gli italiani che ne consumano di più? E di che tipo? Il farmaco è sicuramente donna: 8 su dieci hanno ricevuto infatti almeno una prescrizione nel corso dello scorso anno. Molto elevato anche il consumo anziani e bambini: 8 bambini su 10 ricevono in un anno almeno una prescrizione (in particolare di antibiotici e antiasmatici); negli anziani, in corrispondenza di una maggiore prevalenza di patologie croniche (quali per esempio l’ipertensione e il diabete), si raggiungono livelli di uso e di esposizione vicini al 100%.

Aumenta il consumo degli antidepressivi, soprattutto in Toscana, in Liguria e a Bolzano. Anche qui a farne un uso maggiore sono ancora una volta le donne. Complessivamente, il consumo di farmaci antidepressivi è pari a 36,1 dosi giornaliere per 1000 abitanti, con un aumento rispetto all'anno precedente del +1,2% e un aumento medio annuo rispetto al 2003 del +5,4%. A livello regionale si registrano consumi ben al di sopra della media nazionale: in Toscana (55,9 dosi), Liguria (48,1 dosi) e Provincia Autonoma di Bolzano (44 dosi). Il consumo di farmaci è in aumento in quasi tutte le regioni, ad eccezione di Abruzzo, Campania e Puglia, con aumenti più consistenti in Lombardia, nella provincia Autonoma di Bolzano e in quella di Trento. La Sicilia, con 258 euro pro capite, è la Regione con la spesa di classe A-SSN più elevata, mentre quella con il valore più basso è la Provincia Autonoma di Bolzano (149 euro). I farmaci del sistema cardiovascolare, con oltre 5 miliardi di euro, sono in assoluto la categoria maggiormente utilizzata. Seguono farmaci del sistema nervoso centrale (13% della spesa), i farmaci gastrointestinali (12,9%) e gli antineoplastici (12,1%), erogati esclusivamente a carico del SSN.

A pesare soprattutto sulle tasche dei cittadini sono invece soprattutto i farmaci dermatologici (per l’88% della spesa), quelli del sistema genito-urinario ed ormoni sessuali (60%) e quelli dell’apparato muscolo-scheletrico (53%). In Europa siamo tra quelli che ne consumano di più. A fronte delle 30 confezioni di farmaci a testa in Italia, infatti, in Gran Bretagna se ne consumano 26 e in Germania 18. E’ invece più elevato il dato della Francia dove ogni cittadino arriva ad acquistare 45 confezioni l'anno. Nel nostro Paese però non seguiamo bene le terapie. Da un'analisi condotta su un campione di 700 medici di medicina generale, è emerso che l'80% degli eventi cardiovascolari che insorgono prima dei 75 anni è prevenibile, ma l'aderenza alle terapie dei pazienti con ipertensione alla terapia farmacologica è in calo del 3,1% con alcune differenze regionali: i liguri i meno assidui; marchigiani e umbri i più attenti. Anche i malati di depressione smettono di curarsi prima del tempo: l'aderenza alla terapia è stata minore dell'1,4% rispetto al 2010 e solo i giovani e le donne seguono di più il trattamento. E’ invece diminuito del 3,8% l'impiego improprio degli antibiotici per la cura di raffreddori e influenza mentre si fa ancora uso troppo prolungato di antinfiammatori.