Da Kuala Lumpur al Borneo: Malesia, il fascino dei contrasti

Grattacieli e templi, mall e moschee. Foreste pluviali antichissime, parchi e animali selvaggi. Nel cuore dell'Asia più vera per scoprire la ricchezza della multietnicità

Un tempo si occhieggiavano: da una parte il Royal Selingor Club, enclave del prestigio britannico e di fronte, il palazzo del Sultano Abdul Samad con elementi Moghul, come i mattoni uniti solo dalla forza dell'albume e dal succo di lime. In mezzo: il campo da cricket. Poi nel 1957 la bandiera è cambiata e Piazza Indipendenza o Merdeka è divenuta l'icona di Kuala Luumpur, sostituita solo dall'arrivo delle gemelle Petronas Towers nel 1998: 452 m svettanti di acciaio, quasi due razzi a simboleggiare l'ascesa della città che, in meno di 200 anni, da villaggio di minatori si è trasformata in una metropoli avveniristica. Aggiungendo a un cuore verde un temperamento frizzante: la monorotaia sfreccia fra tratti di giungla che sopravvivono tra bancarelle, antichi templi e moschee addossate a grattacieli, centri commerciali e a grandi mall (10 nel solo distretto di Bukit Bintang, come l'elegante Pavilion). Proprio nel cuore della città verdeggia l'immenso Tun Abdul Razak Heritage Park con giardino dedicato agli hibiscus (fiore nazionale) e uno alle orchidee, mentre appena fuori, ma raggiungibile anche in biciletta, il Kuala Luumpur Bird Park ospita 3.000 uccelli di 200 specie.

Natura ma anche mondanità a portata di mano nelle lounge panoramiche come lo Sky Bar nel Trader's Hotel con vista sulle Petronas; al Luna Chill Out Bar al Pacific Regency, hotel di solo suite, o al Marini's On 57, il più alto rooftopbar con ristorante italiano e whiskey & cigar lounge. Melting pot di malesi, indiani e cinesi, KL è una continua tentazione per quanto riguarda lo street food, mix di cucina cinese e spezie malesi. Per percorrerne la storia, il teatro Panggung Bandaraya propone il nuovo musical «MUD: Our Story of Kuala Luumpur» (mudkl.com), laddove Mud, fango, ricorda il nome della città, «estuario fangoso» dato nel 1857 da 87 cercatori di stagno cinesi. A raccontare l'epopea dello stagno è anche Royal Selangor, azienda famosa per la produzione di raffinati oggetti in peltro con negozio e un interessante centro visitatori (www.royalselangorvisitorcentre.com). Tra le altre chicche dello shopping: la boutique del Museo Tessile con i raffinati batik di Ruzz Gahara (www.ruzzgahara.com) e l'atelier della stilista Tom Abang Saufi (n.1 jalan Eaton) che rivisita i colori del Borneo. Molto comodo è il Kl Hop on Hop off City Tour: bus doppio sul quale si scende e si sale liberamente lungo un circuito che tocca tutte le attrazioni (inquiry@myhoponhopoff.com). Per dormire elegante e nel cuore dell'area commerciale più inn il The Royale Chulan Hotel (www.theroyalechulan.com).

A circa 160 km dai grattacieli di KL, Malacca è un viaggio a ritroso nel tempo. Già tra i più importanti porti del Sud-Est asiatico nel XV secolo, è oggi, come allora, un melting pot cinese e malese che ha dato luogo alla cultura «Baba e Nonya» con una cucina tipica e uno stile architettonico che si affianca a quelli portoghese e olandese. Convivono a stretta distanza una chiesa cristiana, un tempio taoista e una moschea, segno della tolleranza di questa città, dichiarata patrimonio Unesco per il suo centro storico con la vivace Jonker Street dove la sera di venerdì e sabato si allestisce un mercato notturno. L'altra via famosa è Heeren Street, con al civico 8 una bella dimora olandese settecentesca. Magie del Sud-Est.

Un'ora di aereo verso Nord-est ed ecco un altro salto a ritroso, ma questa volta di intere ere geologiche, fino a Pulau Langkawi, l'isola principale dell'omonimo arcipelago nel Mare delle Andamane. Una ovovia, la Panorama Langkawi, conduce a 708 m sul monte Machinchang al cospetto di una foresta pluviale che di anni ne conta 1,5 milioni, una delle più antiche dell'Asia, mentre l'isola ne ha 400 milioni. Con un guardiano: l'aquila, da cui deriva il nome. Per incontrarla si naviga su una scialuppa tra i canali del Kilim Geoforest Park che si insinuano nella foresta di mangrovie per 40 kmq dove arrivano, improvvise, le aquile. Per il soggiorno, raffinato e coloniale con una piscina di particolare suggestione, The Danna Resort (www.thedanna.com).

Due ore di volo puntando a Sud e si atterra a Kuching in un'altra Malesia, il Sarawak nel Borneo, la porta ideale per scoprirne i parchi disseminati nell'immensa foresta pluviale. A soli 24 km il Semenggoh Wildlife Centre emoziona con i suoi oranghi, che qui vengono nutriti e accuditi (www.sarawakforestry.com). Ma questa è un'altra storia.

Due notti a Kl al Royale Chulan e 5 a Langkawi al Danna Resort da 1.945 con voli Singapore Airlines; 2 notti a Kl e 4 a Kuching con voli da 1.380 euro (www.firmamento.biz). Info: www.turismomalesia.it.

Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 17/09/2014 - 09:21

si però attenti alla gola..

cgf

Mer, 17/09/2014 - 12:09

@franco-a-trier_DE hai letto troppo Sandokan!! La Malesia, Borneo compreso, la conosco piuttosto bene, a Maggio ho dovuto cambiare il passaporto due anni prima della scadenza perché lo avevo riempito, quasi la metà dei timbri erano Malaysia, nb sono piccoli non occupano una pagina intera. L'anno scorso a Kuala Lumpur ho dormito al 30mo piano di un Hotel di 40 piani che otto mesi prima ho visto con i miei occhi che erano ancora alle fondamenta, nemmeno l'efficienza teutonica riuscirebbe a fare tanto. Come ogni dove il buon senso porta ad essere prudenti, ma non mi sono MAI sentito in pericolo anche girando di notte in quartieri senza scritte in inglese. Vero che in maggioranza sono mussulmani, ma sono molto tolleranti, sono anche stato ad Ipoh, capitale del Perak, fortemente mussulmani, nessun problema, una volta a KLSentral, dove convergono tutti i sistemi di trasporto della capitale, mi sono trovato a passare in mezzo ad una trentina di persone che stavano dimostrando e scandendo slogan contro Israele, nessuno mi ha sfiorato con un dito, io sono passato e loro hanno continuato ad agitare cartelli ed urlare, niente più. Esiste anche una radicata comunità cattolica, btw se vuole ritrovare la fede partecipi ad una messa cattolica in Malesia. Poi certamente esiste delinquenza, ma molto, anzi moltissimo meno che in Europa, la 'polisi' non va per il sottile se ti debbono fermare. In Borneo ho visitato villaggi dove nessuno parlava inglese, forse quel giorno ho anche mangiato serpente fritto, a distanza di quasi 10 anni ancora non lo so, so solo che era buonissimo. Tolte le zone rurali il livello di scolarizzazione è molto alto, a KL è possibile rivolgersi direttamente in Inglese alle persone [giovani] e questi rispondono con un inglese impeccabile, come a Singapore. Poi ovvio, attenti alla gola per l'aria condizionata, si passa da 32 a 20 in un attimo. Prima di parlare della Malesia, ci vada ma si ricordi che un anno per l'altro tante cose cambiano, non hanno tanta burocrazia loro, se una cosa è da fare, si fa. Ci si trova male in Malesia? Hanno una tra le migliori cucine del mondo, non si vive si solo porco [btw se fossimo davvero quello che mangiamo, auguri!] personalmente ho tentennato più di una volta ad aderire al Malaysia My Second Home Program (MM2H) e non è detto che in futuro possa aderire, con tutte le tasse che si pagano in Europa.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 18/09/2014 - 09:37

cgf a me sembra che in Malesya ci sia un grande numero di musulmani o sbaglio? Vai pure li e restaci si.