L'affondo di Dori Ghezzi al 5 Stelle: "Governare non è una goliardata"

In una lunga intervista apparsa su La Verità la Ghezzi demolisce il 5 Stelle di governo: "Dovevano chiudere l'accordo con Bersani, così facendo invece hanno contribuito all'avvento di Salvini"

Si fa presto a dire De André. De André era tante cose e a parlare di lui e della sua eredità si finisce inevitabilmente a guardare all’oggi. È quello che è successo nel corso di un colloquio tra il giornalista de La Verità Antonello Piroso e Dori Ghezzi, moglie del cantautore genovese nonché curatrice del suo sterminato patrimonio artistico.

Ecco che allora a proposito dell’impegno sociale del cantore dei non allineati, dei diseredati e degli emarginati, la Ghezzi non ha perso occasione per rimarcare la distanza tra la sensibilità di quest’ultimo e quella del governo legastellato. Eppure, l’esecutivo attuale, sottolinea il giornalista, non è forse quello del popolo? Nato cioè in risposta allo strapotere delle élite che lo hanno affamato. La Ghezzi, in proposito, è tranchant: “Come si fa ad invocare il popolo quando ai vertici del Movimento Cinque Stelle è subentrato per diritto dinastico Casaleggio jr? La verità – prosegue – è che a Beppe Grillo è sfuggita di mano la sua creatura, evidenziando i limiti di un gruppo dirigente inadeguato allo scopo”. Insomma, puntualizza l’ex cantante, “guidare il Paese non è una goliardata”.

Tutte cose di cui la Ghezzi avrebbe parlato all’ex guru del Movimento. E non manca neppure una stoccata all’altro azionista di maggioranza del governo gialloverde. Sì perché la Ghezzi sognava un Cinque Stelle di governo con il cuore a sinistra. Le cose però sono andate diversamente dai suoi desiderata e adesso, mentre i pentastellati calano nei sondaggi, l’alleato leghista e “il suo messaggio di divisione e aggressività” crescono. “Grillo – dice la Ghezzi – avrebbe dovuto chiudere l’accordo con Pierluigi Bersani e amministrare da sinistra questo Paese. Invece ha coltivato la chimera di arrivare alla maggioranza assoluta e di governare da solo. Così facendo – conclude – ha contribuito all’avvento di Matteo Renzi con gli effetti sul Pd che conosciamo. E a quello di Salvini con cui ha finito per ritrovarsi al governo”.