L'azienda che avvelena la Brianza: "Noi qui non riusciamo a respirare"

In Brianza i cittadini hanno vissuto per anni sotto scacco a causa dei fumi tossici di un'azienda: l'Asfalti Brianza, ora sequestrata. "Temiamo per la salute dei nostri bambini. Non possiamo andare avanti così"

Uccelli che cadono inspiegabilmente al suolo, gatti che vomitano, aria tossica e irrespirabile. Sembra lo scenario di un film distopico, invece è la dura realtà nella quale sono stati costretti a vivere centinaia di cittadini del brianzolo. Tutto questo a causa della Asfalti Brianza s.r.l., di Vincenzo e Giancarlo Bianchi. L'azienda produce bitume per il Comune di Milano ed è stata messa sotto sequestro il 25 settembre scorso.

C'è rabbia tra i cittadini di Monza e dintorni (guarda qui il video), ma soprattutto tanta paura per le conseguenze dei fumi tossici respirati per anni. "Viviamo chiusi in casa", "Ci hanno tolto la libertà", "Tra 10 anni ci renderemo conto delle conseguenze": queste le parole di alcuni degli esponenti del comitato di Quartiere di Sant’Albino, in prima linea sulla questione Asfalti Brianza. Questione che coinvolge i cittadini dell'area del Malcantone tra Concorezzo, Agrate Brianza e Brugherio già da circa 6 anni. Le prime segnalazioni di forti e sgradevoli odori risalgono al 2014 proprio in concomitanza con l’apertura della Asfalti Brianza s.r.l., avvenuta nel gennaio dello stesso anno. Segnalazioni che nel 2016 sfociano in vere e proprie lamentele fino ad una raccolta firme di 350 persone.

Passano gli anni e le cose non migliorano, anzi: tra i cittadini aumenta la preoccupazione e si avvertono i primi sintomi di malessere fisico. "Ci svegliavamo di notte a causa degli odori - ci racconta Sara - e ho notato che nelle sere di forti emissioni i miei gatti vomitavano". Odori di gomma bruciata, bruciore ad occhi e gola, bambini con forti cefalee, senso di nausea e difficoltà nella respirazione erano ormai all'ordine del giorno per gli abitanti di una zona estesa fino ad un raggio di tre chilometri dalla Asfalti Brianza. E a pagarne le conseguenze non sono solo cittadini e animali domestici. In modo inspiegabile, infatti, vengono ritrovati al suolo uccelli senza vita: "Hanno trovato abbastanza vicino ad Asfalti Brianza 5 gabbiani morti", ci racconta Paolo del comitato Sant'Albino.

"È un'azienda che appartiene a una certa classe di pericolosità. Nella pratica, quindi, ottiene il diritto ad inquinare. Ma il punto sono le condizioni di contenimento", sottolinea Francesco Facciuto, consigliere comunale a Concorezzo. Così nel 2017 avvengono i primi controlli dell’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), ma nessuna anomalia viene rilevata. Passa ancora un anno e sotto forti pressioni dei cittadini, l’Asfalti Brianza stessa decide di incaricare il laboratorio privato Osmotech per ulteriori analisi. Risultato? Presenza di composti chimici nocivi per la salute, alcuni noti come cancerogeni. In più, nella stessa relazione di Osmotech, si fa riferimento alla pericolosità di tali emissioni fino ad un raggio di 500 metri. Raggio nel quale sorgono varie abitazioni. Abbiamo provato a fare qualche domanda in giro, ma ci è stato alzato un muro di gomma. Poca voglia di parlare e di esporsi sulla questione. "A me non hanno mai dato fastidio, mai sentito una puzza" ci è stato detto.

Dopo le ennesime telefonate e segnalazioni al Comune di Monza da parte dei cittadini brianzoli, il sindaco monzese, Dario Allevi, della coalizione di centro destra, decide di mobilitare la Procura e il giorno dopo i Carabinieri vengono inviati per un sopralluogo nella ditta: il 25 settembre Asfalti Brianza S.r.l. viene messa sotto sequestro. La motivazione ufficiale del sequestro è la presenza di rifiuti illeciti. Non si fa quindi accenno alle emissioni inquinanti della ditta di bitume per asfalti e questa, forse, potrebbe essere solo una soluzione temporanea per bloccare l'attività dell'azienda brianzola.

Commenti

cir

Mar, 15/10/2019 - 13:43

toh!! i bravi imprenditori , pilastri dell' economia ( che ridere ) quelli che si svenano per il popolo , Il Brambilla ha nulla da dire ??

giovanni951

Mar, 15/10/2019 - 13:56

ma chi ci lavora non ha nulla da dire?

cir

Mar, 15/10/2019 - 14:11

giovanni951 Mar, 15/10/2019 - 13:56 ; secondo te quelli che producono martadella , penserai mica che abbiano il coraggio di mangiarla ??

Giustopeppe

Mar, 15/10/2019 - 14:57

Poveraci, chissà il casino che ne verrà fuori tra qualche anno!

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hernando45

Mar, 15/10/2019 - 16:51

La domanda da farsi in casi come questo e sempre la stessa!!! Ma in Germania per es, non si ASFALTANO le strade E se si come suppongo (essendo stato in Germania molte volte nel mio passato lavorativo) come lo producono l'asfalto senza inquinare!! E cosi difficile COPIARE!!!AUGH.

giovanni951

Mar, 15/10/2019 - 17:06

@cir: chi mangia mortadella non muore ne si ammala se non la mangia....chi lavora in una simile azienda si. C'è una bella differenza.

cir

Mar, 15/10/2019 - 17:32

giovanni951 Mar, 15/10/2019 - 17:06 ci siamo capiti benissimo . Intendo dire che certi lavori devono esser lontani dai centri abitati..chi ci lavora purtroppo e' gente che na ha avuto grandi scelte .. circa la mortadella credini ne faccio volentieri a meno..

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giovinap

Mar, 15/10/2019 - 17:41

ferdinà, non dire sciocchezze! cosa centra la brianza(che è una terra avvelenata)con la germania, la brianza la puoi paragonare alla terra dei fuochi... e ci perdi!

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hernando45

Mar, 15/10/2019 - 18:59

Giovà carissimo 17e41. Nel 1972 sai dove mi hanno mandato per 3 mesi a lavorare!! Nella RHUR!! E tutti i santi giorni giravo per le case di Oberhausen,Bochum,Ghelserkirken,Reklinghausen ecc e sai dove mi sembrava di essere A Sesto San Giovanni (10 volte piu grande) quella Sesto San Giovanni della FALCK e della BREDA, ovvero acciaierie piu grandi dell'EX ITALSIDER di Taranto ora ILVA. Da anni tutti questi impianti sono stati MODIFICATI e/o ridotti a non INQUINARE!! Se lo hanno fatto LORO, perche NON dovremmo poterlo fare anche NOI!!! GUAGLIÒ!!

cabass

Mar, 15/10/2019 - 21:15

@cir: di solito, dietro a casi come questo, non c’è il sciur Brambilla, ma qualche cosca importata dalle basse latitudini... Sarebbe bello sapere chi sta dietro a questa ditta.