Lazio, inchiesta sui ticket: 100 milioni rubati

Un'inchiesta amministrativa sulla sanità del Lazio ha portato allo scandalo dei ticket fantasma. Così operatori dei Cup e aziende sanitarie private frodavano i cittadini e la Regione

Molti cittadini infuriati, fatture dei ticket sanitari pagate alla mano, si sono presentati agli sportelli della Regione Lazio. Così è iniziata quella che Carlo Picozza, su La Repubblica, ha definito "Ticketopoli".

Dalle pagine del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, si legge "Milioni di euro intascati a spese del Servizio sanitario regionale e facendo passare i cittadini per evasori. Sono gli elementi di un caso che a Roma e nel resto del Lazio si configura come Ticketopoli. Ingredienti: nome e tessera sanitaria dell'assistito. Al resto, per lucrare sulle esenzioni dal ticket, vere o finte che siano, ci pensa il sistema. Quello criminoso di imprenditori della sanità in convenzione e di qualche operatore infedele dei Cup, i centri pubblici di prenotazione delle prestazioni in ospedali, ambulatori o laboratori Asl. Il meccanismo ricostruito in questi giorni dai funzionari della Regione, che hanno raccolto centinaia di segnalazioni, funzionerebbe così: il cittadino paga di tasca propria una visita o un esame. Per la stessa prestazione, il più delle volte maggiorata e accompagnata da altre mai eseguite, il Servizio sanitario regionale rimborsa per la seconda volta i privati truffaldini che ottengono introiti fino a dieci volte più alti" - prosegue Picozza - "Sarebbero migliaia i casi già accertati" - prosegue l'articolo - "Riempiono decine di faldoni pronti a passare, tra qualche ora, dalla Regione alla procura della Repubblica".

Infatti, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e commissario di governo per la Sanità regionale annuncia "Abbiamo incaricato l'ufficio legale di presentare denuncia contro quanti, abusando della buona fede dei cittadini e nostra, hanno intascato soldi dai primi e dalla Regione concorrendo a dilapidare le risorse destinate alla salute di tuttì". Il Lazio si è gia mosso, avviando già da una settimana una maxi-operazione per recuperare i soldi evasi per visite, analisi ed esami diagnostici. La somma raccolta ad oggi, è di 3 milioni, l'equivalente di 25mila lettere di avviso bonario inviate a cittadini che hanno riconosciuto il mancato pagamento e colmato il debito. Come fa sapere la Regione, sarebbero circa 328mila i casi sospetti. Molti i contribuenti risultati esenti per redditto senza averne il diritto. Si presumo che il gettito, prodotto da un possibile pagamento di queste false esenzioni, potrebbe ammontare a 100 milioni. Zingaretti garantisce "Le somme che saranno recuperate e potrebbero servire ad assumere buona parte dei 2.600 precari in panchina da annì".

Ma qualcosa di molto grave si nasconde dietro a queste migliaia di prestazione evase. Un meccanismo doloso che va oltre alla volontà dei singoli pazienti. Nomi e cognomi, e come se non bastasse, tessere sanitarie di molti di questi sono stati utilizzati per ottenere guadagni in modo fraudolento. La domanda sorge spontanea, chi avrebbe mai potuto fare tutto ciò? Chi se non cliniche, laboratori e ambulatori privati convenzionati e da operatori dei centri di prenotazione che hanno il compito, in ospedali e Asl, di riscuotere la somma dei ticket. Proprio da queste sono iniziate le indagini, che nel più stretto riserbo hanno rivelato l'astuto e truffaldino meccanismo.

Il trucco è semplice: il tickert viene ritirato, l'addetto in cassa intasca la somma e storna la fattura. Dopodiché, attribuisce all'ignaro cittadino lo status di "Ticket free", ovvero esente per reddito. Sono caduti sotto osservazione una quindicina dei 2mila addetti nella Regione. Ma tra questi, esiste un'evolzione, ovviamente più fraudolente. Infatti, la ricognizione amministrativa, ha svelato che alcune cliniche, ambulatori o laboratori convenzionati attribuirebbero al rendiconto da presentare all'Asl altre prestazioni inesistenti oltre a quella davvero eseguita e per cui l'inconsapevole assistito si è presentato. Vi starete in che modo. Semplice, basta apporre sulla certificazione un banael codice (E0) accompagnato da un numero a scelto a piacere tra l'1 e il 4, che indicherrebbe le varie categorie esenti per reddito. Così, è saltato fuori un altro migliaio di casi sotto esame.

Tutto ciò è solo all'inizio, presto, dopo le verifiche amministrative, inizierà l'indagine penale che interesserà il 2009 e il 2010. Zingaretti conclude "Avvieremo una verifica straordinaria anche per gli ultimi annì". Intanto, trapelano alcuni ospedali privati, che secondo le segnalazione dei cittadini si sarebbero macchiati le mani con questa frode: l'Israelitico e centri minori, soprattutto ambulatori, da Panigea a RcR, da Analisys a Marilab.

Commenti
Ritratto di giulio_mantovani

giulio_mantovani

Ven, 13/11/2015 - 16:59

La Sanità non potrebbe trovare nei laboratori farmaceutici un siero antitruffa per vaccinare obbligatoriamente gli impiegati che vi lavorano?