"Aiutata dal pm in cambio di favori sessuali", patteggia l'avvocato di Lecce

Benedetta Martina accusa: "ho subito un processo mediatico. Con il pm solo rapporti personali e non di lavoro"

"Ho subito un processo mediatico", è quanto dichiarato da Benedetta Martina, l'avvocatessa 32enne di Copertino, Comune in provincia di Lecce, finita nell'inchiesta che ha coinvolto il pm Emilio Arnesano arrestato su ordine della procura di Potenza per corruzione.

In manette è finita anche la giovane avvocatessa che, stando all'accusa, cedeva alle lusinghe sessuali del pubblico ministero in cambio di favori. Ora la giovane donna si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Martina ha patteggiato la pena di due anni e otto mesi che sconterà in libertà, perché il giudice ha apprezzato lo spirito di collaborazione avuto sin dall’inizio dell’inchiesta, secondo quanto si legge sul giornale on line "LeccePrima".

L'avvocatessa ha scelto il rito alternativo e non sosterrà nessun processo anche perché sostiene di averlo già subito un processo, quello, in molti casi più difficile da sostenere psicologicamente, sui mass media. "Sono stata condannata, quando ancora c’erano solo ipotesi di reato. Sono state divulgate foto di momenti della mia vita privata senza il minimo rispetto, senza un minimo di sensibilità per una donna che è prima di tutto mamma di una bambina molto piccola. Ho vissuto momenti drammatici che hanno lasciato in me segni profondi” ha dichiarato al quotidiano locale.

Stando all'accusa, la giovane avvocatessa avrebbe ottenuto vantaggi dal magistrato Arnesano durante i processi di alcuni suoi assistiti. Tornando alle dichiarazioni della donna, però, quelli in causa non erano suoi assistiti in quanto lei si è sempre occupata del tribunale di sorveglianza. E ha specificato che i rapporti intercorsi tra lei e il pubblico ministero, un uomo di 61 anni, erano solo di natura personale e non lavorativa.

L'unico favore che Arnesano avrebbe fatto a Martina, sempre secondo il racconto dell'avvocatessa, sarebbe stato nei confronti di un'amica di lei, Federica Nestola, anche lei 32enne di Leverano (sempre nel Leccese). Quest'ultima avrebbe superato l’esame di abilitazione alla professione forense nel 2017 grazie all'aiuto del magistrato.