Lecce, resti umani in un pozzo. Svolta per un caso di lupara bianca degli anni novanta

Ad aiutare gli investigatori un detenuto condannato all'ergastolo. Si tratta di Angelo Salvatore Vacca, ex esponente di rilievo della Sacra corona unita

Dopo trent'anni circa arriva una svolta nelle indagini per un caso di lupara bianca a Lecce. Un detenuto condannato all'ergastolo per un omicidio avrebbe dato nuovi indizi per riaprire un vecchio caso di "lupara bianca", avvenuto nel Salento negli anni Novanta per mano della Sacra Corona Unita. A darne notizia è il Nuovo Quotidiano di Puglia. Gli investigatori nelle scorse settimane avrebbero ritrovato alcuni resti umani in un pozzo nelle campagne di Matino, un Comune in provincia di Lecce. Ad agevolare le indagini le dichiarazioni di Angelo Salvatore Vacca, esponente di rilievo della Sacra corona unita in carcere per l'omicidio di Luciano Stefanelli avvenuto nel 1995.

Secondo la confessione di Vacca i resti sarebbero di Claudio Giorgino, un giovane di Taviano scomparso nel 1994 e mai più ritrovato. Già all'epoca si pensò che Giorgino potesse essere vittima di un regolamento di conti della mafia locale, ma come detto, il corpo non fu più ritrovato. Gli investigatori hanno trovato nel pozzo alcune ossa che nei prossimi giorni verranno sottoposte agli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura di Lecce.