Lecce, spunta una scritta nazista sul centro per richiedenti asilo

La scritta "Arbeit macht frei" compare sul muro di un edificio adibito a centro di accoglienza per richiedenti asilo a Maglie, nella provincia salentina

Il muro di un centro di accoglienza per richiedenti asilo in Salento è stato imbrattato con una delle scritte che rimandano alla più grande tragedia della storia contemporanea: la famosa frase "Arbeit Macht Frei", il lavoro rende liberi, che campeggia sul cancello di ingresso del campo di sterminio di Auschwitz.

Tre parole vergate in stampatello, con uno spray nero, nella notte fra il 4 e il 5 ottobre sul muro esterno dell'edificio che ospita il centro profughi di Maglie, in provincia di Lecce.

A denunciare il fatto la sezione cittadina di Sinistra Italiana, che ha anche pubblicato su Facebook una foto del graffito. Sul caso è stata aperta un'indagine da parte delle forze dell'ordine locali, anche se per il momento gli autori del gesto vandalico rimangono ignoti. Immediata anche la reazione del sindaco Ernesto Toma, che si è subito rivolto al proprietario dell'ex cappellificio che ospita il centro di accoglienza.

Purtroppo non si tratta dell'unico caso del genere nella zona. Appena la scorsa settimana nel vicino Comune di Alezio erano state incendiate alcune biciclette utilizzate dai richiedenti asilo ospitati in una struttura locale.

Commenti

steacanessa

Ven, 06/10/2017 - 10:30

Ma la repubblica italiana non è fondata sul lavoro? Se no aboliamo l’articolo uno perché ricorda i lager di infausta memoria.

maria angela gobbi

Ven, 06/10/2017 - 10:53

ARBEIT MACHT FREI non è una frase nazista,ma un detto "Il lavoro rende liberi" che è sempre valido anche se il nazismo lo volse a suo uso e consumo-Da noi si dice "CHI NON LAVORA NON MANGIA" (oppure: "nemmeno mangi"-detto mi pare da S.Paolo in una sua Lettera) //in questo secondo modo= perfetto per gli scioperanti pro JUS SOLI,ah ah)

manotesa

Ven, 06/10/2017 - 11:06

Se devono pagarci le pensioni, devono lavorare. Qual è il problema?

gneo58

Ven, 06/10/2017 - 11:58

e se lo avessero scritto in italiano cambiava qualcosa ?

Ritratto di LOKI

LOKI

Ven, 06/10/2017 - 12:22

Andrebbe messa nei palazzi della BCE... son loro che appartengono alla famosa "cricca", parassitano e ci mandano le "risorse".

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Ven, 06/10/2017 - 12:30

basta pregiudizi, facciamo i dotti una volta anziché pensare a neonazisti vandali ogni volta: un innocente comunista con l'orecchino grosso ha voluto paragonare il centro accoglienza ad un lager e siccome ha il cervello di un gorilla gli è uscita sta roba; un prete tedesco che prende spunto dal papa passava di lì e ha pensato che i clandestini senza lavoro siano pure reclusi incitandoli nella propria lingua; un kebabbaro ha scritto l'unica cosa che sapeva in lingua europea per dire che i suoi amici devono avere un lavoro.

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cokieIII

Ven, 06/10/2017 - 13:15

Arbeit? Almeno lavorassero...

dot-benito

Ven, 06/10/2017 - 13:16

MA E' VERO IL LAVORO RENDE LIBERI

Ritratto di elkid

elkid

Ven, 06/10/2017 - 13:24

----mariosirio--un fascioleghista con l'elmetto da vichingo che ha usato il muro a guisa di diario personale --con bomboletta spray d'ordinanza scrive un augurio di speranza a se stesso--quello di diventare al più presto libero--visto che è disoccupato cronico--swag

Giacinto49

Ven, 06/10/2017 - 16:39

Le intenzioni del graffitaro erano sicuramente quelle di assimilare il centro ai campi nazisti, non certo quella di inneggiare al lavoro che, salvo sicure eccezioni, dovrebbe essere inviso anche a quelle latitudini. Ulteriore prova di malafede è quello di pubblicare la foto dandone una lettura di comodo!!