Lega, stop alle coppie gay: "Non riconoscere i figli"

Fontana è andato dritto per la sua strada: nessun riconoscimento per le coppie omosessuali e opposizione alla maternità surrogata, anche se fatta all'estero

Le famiglie «arcobaleno» per lui non esistono, lo aveva già detto mentre il governo Conte stava prestando giuramento in un'intervista che fece parecchio discutere. In quell'occasione però il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana era stato stoppato direttamente da Matteo Salvini: «Questi temi non sono una priorità e non sono nel contratto di governo», aveva detto il vicepremier leghista. Ieri invece, presentando le linee guida del suo dicastero alla commissione per gli Affari sociali, il suo collega di partito Fontana è andato dritto per la sua strada: nessun riconoscimento per quelle omosessuali e opposizione alla maternità surrogata, anche se fatta all'estero. La novità è che stavolta Salvini gli è andato dietro e questo potrebbe provocare imbarazzi nella maggioranza. In sostanza Fontana ha annunciato di voler vietare la trascrizione degli atti di nascita dei figli delle coppie gay. «Il diritto di famiglia - ha detto - non può tenere in conto il riconoscimento di genitorialità di bambini concepiti all'estero da coppie dello stesso sesso tramite pratiche vietate come la maternità surrogata o l'eterologa, che non è consentita a coppie omosessuali. Si tratta di una visione adultocentrica in conflitto con l'interesse superiore del bambino. Va fatto rispettare il divieto evitando che il ricorso di queste pratiche all'estero si traduca in un aggiramento del divieto in Italia». Da noi il riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali è arrivato prima per via giudiziaria, con una sentenza della Corte d'Appello di Trento del 2017 (su cui la Corte di Cassazione si pronuncerà dopo l'estate) e poi per via politica per mano di alcuni sindaci. «Fino a quando sarò ministro gameti in vendita ed utero in affitto non esisteranno come pratica perché sono reati - ha detto Salvini durante il question time al Senato difendendo Fontana -, noi difenderemo in ogni sede immaginabile il diritto del bambino di avere una mamma ed un papà».

Il problema, politico, è che la prima città italiana a riconosere i diritti delle coppie omogenitoriali fu Torino, e ieri la sindaca grillina Chiara Appendino ha detto che continuerà a farlo: «Siamo orgogliosi di essere stati i primi. Proseguiremo su questa strada per garantire alle bambine e ai bambini il diritto di avere una famiglia in cui l'amore sia l'unica condizione necessaria». Il tema è quanto mai delicato e anche da sinistra, ovviamente, è partita la levata di scudi. Secondo il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci si tratta di un «ritorno al medioevo», mentre per la Cgil un provvedimento del genere «va ben oltre i poteri del ministro della Famiglia e lederebbe in primo luogo i diritti dei bimbi». Salvini e Fontana la smettano di fare propaganda sulla loro pelle», l'anatema dell'Arcigay. Il giro di vite sui diritti della coppie gay, comunque, non è stata l'unica novità annunciata da Fontana. Che (tra l'altro) vuole anche dare sostegno alla genitorialità eterosessuale, e, in tema di affidamenti familiari, introdurre gli accordi prematrimoniali: «per ridurre i contrasti economici in fase di scioglimento del vincolo - ha spiegato -, con vantaggi per i minori che non saranno ostaggio di un genitore o dell'altro». Il ministro valuta inoltre l'introduzione di misure per contrastare l'alienazione parentale: «Servono adeguati strumenti di contrasto delle situazioni in cui un figlio rifiuta immotivatamente il rapporto con uno dei genitori». Infine è previsto un riordino delle normative sui disabili che porti a un Codice della disabilità. Fontana ha toccato anche il tema delle droghe leggere dicendo che il tema «non è presente del contratto di governo e quindi lasceremo la legge così com'è». Ma visto che Salvini aveva detto la stessa cosa sulle famiglie «arcobaleno» non è detto che finisca qui...