Legambiente inchioda la Raggi sui rifiuti: "Ha messo in campo troppo poco"

L'associazione ambientalista bacchetta il Campidoglio sulla gestione dei rifiuti: Raccolta differenziata e Porta a Porta si sono rivelate un flop. L'accordo siglato con la Regione Puglia? "Un nonnulla"

“L’emergenza rifiuti a Roma è ormai strutturale, il Campidoglio ha messo in campo troppo poco e la monnezza viene in gran parte bruciata”. A due anni dall’insediamento della giunta pentastellata e alla vigilia del ritorno alle urne nei municipi di Montesacro e Garbatella-Ostiense, Legambiente inchioda la Raggi con un dossier.

Prima di tutto: non chiamatela “emergenza monnezza”. Sì perchè l’evidente criticità di gestione dei rifiuti, per l’associazione ambientalista, è ormai “strutturale”. Stando a quanto denuncia Legambiente, che si è presa la briga di scartabellare e rielaborare i dati dell’Ama, “la percentuale di differenziata cresce troppo poco dal 2016 al 2017 e rimane sostanzialmente piantata al 44 per cento”. Mentre la diffusione del Porta a Porta è ferma dal 2016 al 33 per cento delle utenze. Così, “a meno di un cambio di rotta deciso”, il destino è segnato. E il raggiungimento dell’ambizioso traguardo fissato dal Campidoglio, che sperava di arrivare al 70 per cento di raccolta differenziata entro il 2021, “sembra compromesso”.

Il bilancio è lapidario: “Quanto messo in campo dal Campidoglio è veramente troppo poco per un’inversione in positivo del ciclo dei rifiuti”. Bocciata anche l’intesa recentemente raggiunta con la Regione Puglia per il trasferimento dell’immondizia capitolina verso Bari e Foggia. Secondo Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, l’accordo per conferire in Puglia, fino al prossimo 30 giugno, 4.500 tonnellate complessive di rifiuti indifferenziati è “un nonnulla rispetto all’enorme mole di produzione” che ogni giorno si attesta intorno alle 3000 tonnellate.

Le ragioni dell’entità irrisoria del conferimento, si sussurra, siano ancora una volta legate all’atteggiamento “respingente” della sindaca Raggi. Lo stesso avuto nei confronti del primo cittadino di Parma Sergio Pizzarotti quando, a Natale scorso, Roma affogava nella spazzatura ed era alla disperata ricerca di un “accordo salvavita” con l’Emilia-Romagna. Anche nei confronti del governatore della Puglia, il dem Michele Emiliano, sembra che la prima cittadina della Capitale abbia derogato al galateo istituzionale, non degnandolo neppure di una telefonata.

Commenti

Giovanmario

Dom, 10/06/2018 - 09:44

un altro presidente che vuole fare carriera politica come ermete realacci.. dando una mano al quasi scomparso pd..