Ferita e piena di plastica: liberata la tartaruga salvata a Cefalù

La Caretta caretta, recuperata dalla Capitaneria di Porto di Siracusa lo scorso febbraio, ieri mattina è stata riportata in mare sul lungomare Giardina di Cefalù

Federica è tornata in mare. La Caretta caretta, recuperata dalla Capitaneria di Porto di Siracusa lo scorso febbraio, ieri mattina è stata riportata in mare sul lungomare Giardina di Cefalù. La liberazione della tartaruga è stata organizzata dal Comune di Cefalù, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sicilia, in occasione della settima edizione dell’Earth Day Cefalù, la manifestazione ambientale in cui si celebra il pianeta Terra e se ne promuove la salvaguardia.

Federica, esemplare femmina di 46 centimetri, era stata accidentalmente catturata da alcune reti di pesca d’altura e presentava un discreto stato del sensorio. È stata sottoposta ad un periodo di riabilitazione, a terapie di supporto e reidratanti, presso il Cretam dell’Izs Sicilia, per il recupero completo delle funzioni organiche tali da favorire la reimmissione in natura. La Caretta caretta è stata riportata in mare e accompagnata al largo dai nuotatori dell’Asd Nuoto Kepha di Cefalù.

Prima di essere riportata in mare la tartaruga è stata curata dal Centro di referenza nazionale del benessere, monitoraggio e diagnostica delle malattie delle tartarughe marine. "Abbiamo accolto con piacere l’invito dell’amministrazione di Cefalù di liberare una tartaruga sul lungomare proprio in occasione dell’Earth Day perché il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguardia del territorio e in particolare dell’ambiente marino - afferma il direttore del Centro Salvatore Dara -. Sono rimasto colpito dalla partecipazione della gente che numerosa si è riversata sul lungomare per assistere al ritorno in natura della Caretta caretta”.

L'esemplare è tornato in mare dopo un'attenta analisi delle sue condizioni: "La Caretta caretta non aveva particolari patologie - prosegue Dara -, quelle più comuni sono dovute alle plastiche presenti in mare che loro accidentalmente ingoiano, oppure ad ami e lenze ma era particolarmente disidratata. L'abbiamo presa in carico e dopo avere svolto tutti gli accertamenti del caso, l'abbiamo alimentata e reidratata. Oggi, grazie sempre di più alla diffusione di informazioni sul fenomeno delle microplastiche il livello di attenzione sull'argomento è aumentato sempre di più".

Commenti

Anonimo (non verificato)