Licenziati per aver deriso clienti su Whatsapp. Il giudice: "Riassumeteli"

Il Tribunale del lavoro di Venezia sta annullando tutti i licenziamenti, in virtù dell'inviolabilità di una chat privata

Video di scherzi tra colleghi e prese in giro ai clienti non proprio in forma. Immagini che, dopo essere state condivise in chat interne su Whatsapp, sono arrivate ai vertici del negozio, scatenando non poche polemiche. Così il direttore e quattro responsabili vendite dello store Gucci di Calle Larga XXII Marzo a Venezia sono stati licenziati in tronco.

L'espidio è accaduto circa un anno fa. Ora, come spiega il Gazzettino, il Tribunale del lavoro di Venezia sta annullando tutti i licenziamenti, in virtù dell'inviolabilità di una chat privata.

"I messaggi scambiati in una chat privata, seppure contenenti commenti offensivi nei confronti della società datrice di lavoro, non costituiscono giusta causa di recesso - ha scritto il giudice citando una sentenza della Cassazione - poiché, essendo diretti unicamente agli iscritti, vanno considerati corrispondenza privata, chiusa e inviolabile".

Una prima commessa era stata reintegrata un mese fa. Ora tocca a tutti gli altri ex dipendenti.

Commenti

cgf

Mer, 27/02/2019 - 20:27

OK, allora reintegrati e con anche la promozione, da Venezia allo store di Via Monte Napoleone a Milano. Ovvio che ci si aspetta che lunedì prossimo...

Trinky

Mer, 27/02/2019 - 21:35

Quindi se in una chat privata si offendono tutti i magistrati va bene?

blu_ing

Mer, 27/02/2019 - 21:40

ovvio tutte sentenze che alla fine faranno bene agli scuri, si inizia cosi!

rossini

Gio, 28/02/2019 - 10:37

Chissà come avrebbero deciso quegli stessi magistrati se i commenti della chat privata avessero riguardato gli immigrati e fossero stati intrisi di razzismo.