L'insonnia che uccide: il caso della misteriosa patologia

L'insonnia che conduce alla morte: "Il tragico destino delle persone che smettono di dormire"

Una misteriosa patologia degenerativa dovuta ad un gene mutato che causa mancanza di sonno totale e può condurre al decesso entro pochi anni dalla comparsa dei primi sintomi. La sezione "Future" della BBC le ha dedicato un ampio articolo, intitolato: "Il tragico destino delle persone che smettono di dormire".

Insonnia fatale, l’aveva chiamata Ignazio Roiter, il medico endocrinologo che allo studio, anche avventuroso, della patologia e di una possibile terapia ha dedicato una parte consistente della vita. Una vicenda dalla eco internazionale, trattata dai media e oggetto anche di un libro negli Stati Uniti. Il giornalista David Robson sottolinea che si tratta di una specie di coma, vissuto in dormiveglia. Una specie di bolla in cui si possono trascorrere anche anni costellati di notti in bianco, alle prese con ipertensione, tachicardia e perfino paranoia, demenza e allucinazioni, nello stadio più avanzato. È lo stesso, terribile mondo in cui ha vissuto Silvano, un paziente italiano, colpito da insonnia familiare fatale così come i suoi parenti. I suoi primi sintomi sono comparsi a 53 anni, una sera, mentre ballava su una nave da crociera. È morto pochi anni dopo, ma ha deciso di donare il suo cervello alla scienza per aiutare i ricercatori a trovare una causa alla sua malattia e una possibile cura per quella sofferenza.

L'insonnia fatale è una bomba a orologeria: chi se la porta nel Dna vive sano fino a 45-55 anni. Una volta innescata, e questo succede nel 50% dei casi, conduce però alla morte in un arco di tempo che va da un minimo di 6 mesi a un massimo di due anni.