"L'intelligenza artificiale è il futuro"

Bryan Johnson, fondatore di Kernel, ha investito 100 milioni di dollari per lavorare all'integrazione tra l'intelligenza umana e quella artificiale

"L' intelligenza è la nostra più grande e potente risorsa. Dalla sua naturale simbiosi con quella artificiale passa il futuro dell' umanità". Bryan Johnson, ideatore di Kernel, una nuova startup hi-tech, che punta a sviluppare un chip da impiantare nel cervello per consentire la comunicazione tra la nostra attività cerebrale e il computer.

Un investimento da 100 milioni di dollari per realizzare dei veri propri cyborg."Ho passato gli ultimi quindici anni della mia vita a chiedermi: 'Qual è il contributo più importante che posso dare al futuro dell' umanità?' Ho prima fondato Braintree, una compagnia per i pagamenti che è stata acquisita da PayPal nel 2013 per 800 milioni di dollari, poi ho creato OS Fund: un fondo d' investimento in cui ho personalmente speso 100 milioni di dollari. Ha l' obiettivo di curare le malattie legate all' invecchiamento ed estendere l' aspettativa di una vita sana a oltre 100 anni. Infine, mi sono messo al lavoro sull' intelligenza umana", ha spiegato Johnson, intervistato da Repubblica. "L' intelligenza, in tutte le sue forme, è la risorsa più grande e potente esistente nell' universo conosciuto. È alla base di ogni nostra attività. E lavorare in questo campo - ha aggiunto - è l' equivalente odierno di prepararsi ad andare sulla Luna. Dalla naturale simbiosi tra l' intelligenza umana e quella artificiale passa il futuro dell' umanità".

Per quanto riguarda gli obiettivi della Kernel, ha spiegato:"Non scendo nei dettagli tecnici, ma stiamo costruendo delle interfacce neurali avanzate e studiando una grande varietà di applicazioni. Il primo passo è aiutare chi soffre di patologie neurologiche come Alzheimer, Parkinson, epilessia e depressione. Mentre nel lungo termine, il nostro focus sarà mettere a punto piattaforme e strumenti che ci aiuteranno a incrementare le nostre capacità cognitive ed esplorare le potenzialità umane". Jhonson dichiara di voler arrivare a"scrivere e leggere il codice neurale - grazie a cui gli impulsi nervosi vengono interpretati come percezioni, ricordi, significati e intenzioni - nello stesso modo in cui oggi scriviamo e leggiamo il codice informatico" e prevede che "le persone senza delle particolari problematiche di salute avranno "diritto" a un aumento delle facoltà cognitive in dieci o quindici anni". Infine annuncia che sarebbe disposto a farsi impiantare un chip nel cervello "anche se non ne avessi bisogno, semplicemente perché lo voglio".