L'italiano raso al suolo dagli architetti

Con jeans stinti ad arte e una giacchetta corta di due misure più piccola del giusto, seguendo una moda giovanile di vent'anni fa, si è presentato a una tavola rotonda per i 70 anni della Confapi, Carlo Ratti, uno dei 160mila architetti italiani che non ha mai costruito nulla. Gli piace immaginare il futuro e si occupa di transizioni. Vivendo da molti anni all'estero, ha dimenticato l'italiano. È diventato così un analfabeta di ritorno. Per fare capire cosa fa si appoggia all'inglese: «Abbiamo scritto dei papers». A più di cinquant'anni da «Opera aperta» di Umberto Eco, scrive «Architettura open source». Con queste difficoltà, se deve parlare di camionisti li chiama «guidatori di camion». E, non essendo in grado di sentire come le città antiche e i centri storici ci parlino, immagina sofisticate trasformazioni digitali. Annuncia prospettive avvincenti come far pagare le tasse ai robot. Nella transizione cadono alcune funzioni e diventano obsolete. Ratti ha così rivelato alla platea sconcertata la «sparizione del dermatologo», una crudele realtà.

Ci sveglieremo, tra qualche anno, in una Smart city, leggendo un paper, con una irritazione alla pelle. E ci sentiremo soli. Interpretando le profezie di Ratti, tutti i dermatologi avranno chiuso gli ambulatori. Nella nuova città interconnessa gireremo come fantasmi, parleremo con i muri. E, non avendo risposte, rinunceremo ad andare al prossimo convegno della Confapi, per evitare inquietanti rivelazioni.

Commenti
Ritratto di Rudolph65

Rudolph65

Sab, 25/11/2017 - 14:57

Grande Sgarbi, sono d'accordissimo

INGVDI

Sab, 25/11/2017 - 15:21

In una società priva di valori, che ha rinnegato le proprie radici(cristiane), emergono questi personaggi, un incrocio scimmia-robot. Questa nuova civiltà ha la sua religione: la tecnologia. E un suo partito: il M5S. Auguri.

MOSTARDELLIS

Sab, 25/11/2017 - 15:38

Decisamente esilarante...

Cheyenne

Sab, 25/11/2017 - 16:20

MA GLI IDIOTI TUTTI IN ITALIA VENGONO?

orailgo38383838

Sab, 25/11/2017 - 16:34

ormai siamo pieni di questi figuri medioeval-tecnologici-esterofili-incompetenti

stefano.colussi

Sab, 25/11/2017 - 17:05

Caro Vittorio, sono uno dei 160mila laureati in architettura che non ha mai fatto architettura in vita sua. Credimi: non è colpa mia, ma dei geometri, periti industriali, ingeneri (chimici, elettronici, elettrotecnici etc). La tua & mia Italia è stata costruita da loro & dagli architetti che oggi vengono chiamati "archistar(s)" Stefano Colussi, Cervignano del Friuli, Udine, Italy)

ambrogiomau

Sab, 25/11/2017 - 17:19

Dottor Sgarbi continui nei suoi incazzamenti internauti .che condividiamo al 120 per cento. Anche fossero poche righe e poi le faccia un po' mendare per non avere le solite denuncie .

routier

Sab, 25/11/2017 - 19:05

Progresso o regresso? Se penso che alcuni secoli avanti Cristo i greci del periodo classico conoscevano la sezione aurea e la usavano con successo in architettura...!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 26/11/2017 - 00:02

Prof. Sgarbi, sono anch'io uno dei 160mila architetti che non hanno mai costruito niente. Non so precisamente le teorie di Ratti. Tuttavia è certo che il mondo digitale ha cambiato lo spazio. Per lo stesso motivo per il quale la campagne oggi non sono più abbandonate: perchè vi siamo ritornati 'armati' di tecnologie informatiche e connessioni internet, che ci consentono quelle informazioni che, negli anni '50, erano possibili solo con la presenza 'fisica' nelle città. I centri storici sono ormai, in buona parte, solo delle isole ovattate per elitè o delle 'Disneyland' per turisti. Ci comunicano ancora qualcosa, questo è vero; ma la nostra cultura, oggi, non è più fatta per 'creare' spazio, perchè lo spazio è solo per i ricchi. I poveracci si consolano con la tecnologia.

gussoni

Dom, 26/11/2017 - 08:59

caro sgarbi, ti è andata ancora bene! io mi sono beccato una conferenza di un tale che, oltre a continuare ad usare termini inglesi, ha perfino affermato che non gli venivano più le parole in italiano. giustificando il tutto con la fesseria: "lavoro in germania". un vero cxxxxxo

pilandi

Dom, 26/11/2017 - 09:04

Questo il profilo di Carlo Ratti https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Ratti Insegna al MIT di Boston, luogo che probabilmente l'ottanta per cento di chi frequenta questo posto manco sa che esiste, non da della capra a nessuno, non scrive un "editoriale" su questo schifo di giornale e non ha avuto problemi con la giustizia, praticamente in questo posto un pesce fuor d'acqua.

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Contenextus

Dom, 26/11/2017 - 09:46

Buona parte dei centri storici sono zone di degrado da abbattere. Edifici di 400-500 anni fa senza alcun pregio e malsani allora come oggi. Abitazioni dei poveri di allora che i programmatori urbanisti, in larga parte architetti, ritengono essenziali e indistruttibili. Le nostre città hanno bisogno di interventi radicali di risanamento e ammodernamento. Gli urbanisti devono limitarsi a non fare alcun che. Basta abolire ogni limitazione sul destino di questi cessi di aggregati abitativi antichi. A ricostruire, a creare ricchezza e salubrità ci pensano gli investitori privati.

Ritratto di Scassa

Scassa

Dom, 26/11/2017 - 14:05

scassa Domenica 26 novembre 2017 @ pilandi l’odio fa produrre calcoli risalire bile e fare pipì a letto la notte !!! Invece di fare il palloncino gonfiato ,legga altri giornali e non si renda più ridicolo di come appare , Ciao nhe’...................scassa.