La lite in strada finisce a colpi di fucile

Un 59enne del posto è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione

È stato derubricato da tentato omicidio a lesioni aggravate il reato contestato a Vito Caliandro, 59enne di Ceglie Messapica (Comune in provincia di Brindisi) che durante una lite in strada imbracciò due fucili ed esplose alcuni colpi all'indirizzo di Antonio Turrisi, 39 anni. I fatti risalgono al 2 maggio dello scorso anno. Prima minacce ed offese, poi un vero e proprio litigio che attirò l'attenzione dei passanti di via Bottega di Nisco e che culminò con l'esplosione di tre colpi di fucile. Secondo una prima ricostruzione della vicenda effettuata dai Carabinieri del Norm di San Vito dei Normanni, il 38enne bersaglio di Caliandro e soggetto già noto alle forze dell'ordine, da tempo perseguitava il 59enne per futili motivi. Più volte avrebbe chiesto a Caliandro di andare a lavorare con lui in campagna, ma al rifiuto di quest'ultimo avrebbe risposto con minacce e con la distruzione di alcune auto. Turrisi sarebbe poi stato vittima di stalking in ambito familiare, espressione questa di una vendetta messa in atto dall'indagato. Una tensione continua degenerata poi con la lite in strada e con lo scontro a fuoco.

Subito dopo l'aggressione Caliandro fu bloccato in via Roma dai militari con ancora le armi in pugno, due fucili calibro 12 semiautomatici con 20 cartucce. In via Bottega di Nisco, invece, venne ritrovata una cartuccia esplosa. Turrisi, di cui inizialmente si erano perse le tracce, riportò varie ferite di arma da fuoco a entrambe le gambe e alla fronte giudicate guaribili in una ventina di giorni. Il 59enne, difeso dall'avvocato Aldo Gianfreda, è stato scarcerato subito dopo la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. L'accusa aveva chiesto una condanna a sei anni e otto mesi di reclusione, oltre a una multa di mille euro, per il reato di tentato omicidio, porto di armi e sparo in luogo pubblico.

Commenti

maricap

Gio, 25/04/2019 - 13:41

Da condannare dovrebbe essere questa Giustizia de me rda, che non ha saputo proteggere il 59enne, contro le prepotenze infertigli dal 38enne pregiudicato. Tanto da dover far capire al delinquente, a suon di fucilate, che da quel momento, non c'era più trippa per gatti.