Livorno, scontro fra Asl e senegalesi: "Nostra comunità insultata”

Scoppia la protesta della comunità senegalese dopo la morte in ospedale di un loro connazionale. A detta degli extracomunitari, l’ospedale non avrebbe avvisato gli amici dell’avvenuto decesso ed avrebbe provveduto alla sepoltura del corpo senza rito musulmano. Si difende la Asl: “Abbiamo chiamato e atteso 48 ore, nessuno si è presentato”

È scontro fra la Asl di Livorno e la comunità senagalese del posto, in seguito alla morte di un cittadino straniero proveniente dal Senegal. Stando alle ultime notizie, sarà addirittura aperta un’inchiesta.

Il 59enne Gora Thiam si trovava da almeno 5 mesi ricoverato nel reparto di malattie infettive, dove è spirato il 15 gennaio. I compagni dello straniero, tuttavia, affermano di essere venuti a conoscenza della sua morte soltanto domenica scorsa, quando il corpo era stato già inumato.

Ed è qui che è scoppiata la polemica.

Ieri mattina, oltre un centinaio di senegalesi ha inscenato un’accesa protesta prima in obitorio, e successivamente nelle sale dell’ospedale livornese. L’accusa da loro mossa nei confronti del personale sanitario è quella di non avere avvisato per tempo la comunità del decesso di Thiam e di aver proceduto con una “sepoltura non concordata”.

Immediata la risposta della Asl che, dopo aver presentato le proprie codoglianze agli amici ed ai familiari del 59enne, ha fornito una versione del tutto diversa.

“Come previsto da procedura” specifica l’Asl Toscana nord ovest in una nota, riportata da “La Nazione”, “il personale del reparto ha chiamato, come si potrà evidenziare a seguito di riscontri tecnici, i numeri segnalati dal paziente in cartella. Gli unici autorizzati ad essere informati sulla sua situazione clinica. Dai due cellulari indicati dal paziente non è però arrivata alcuna risposta, nonostante sia stato lasciato anche un messaggio nella segreteria telefonica. La salma, come avviene in caso di decessi ospedalieri, è stata successivamente trasferita alla morgue. Qui vi è rimasta per le 48 ore indicate per la presentazione dei familiari. Trascorso senza esito questo tempo, è stato successivamente contattato il servizio di polizia mortuaria per il trasferimento al cimitero comunale”.

La comunità senegalese, tuttavia, non ci sta. Durissime le parole del presidente della collettività Mbaye Diop, che insiste con l’affermare che i familiari non sono stati informati e parla addirittura di “violazione dei diritti umani”. “Doveva essere sepolto con rito musulmano in Senegal. Ciò che è accaduto è una violazione dei diritti umani e un insulto alla nostra comunità” attacca, come riferisce il “Corriere della Sera”.

Adesso i compagni di Thiam chiedono a gran voce che il corpo, sepolto nel cimitero comunale dei Lupi di Livorno, venga riesumato e restituito ai suoi familiari in patria, così che possa essere onorato con regolare rito musulmano.

Commenti

cgf

Gio, 24/01/2019 - 14:16

io farei pagare le spese sostenute, al pari di come succede per i parenti di un/a italiano/a deceduto in simili circostanze.

manson

Gio, 24/01/2019 - 14:18

Per quale motivo era ricoverato? Malattie infettive? cosa gira per le strade di Livorno, quali patologie hanno queste persone? capo della comunità senegalese? cosa abbiamo adesso autorità straniere occulte? rivolete la salma? benissimo! pagate il trasporto in Senegal e magari anche le spese sostenute dagli italiani per tenerlo 5 mesi in ospedale