L'olio di palma è utile e può essere sostenibile

Olio di palma nell'occhio del ciclone. Come avviene periodicamente a un alimento diverso, negli ultimi anni il palm oil suscita proteste da parte di ambientalisti, animalisti e salutisti. Invettive spesso non documentate o comunque basate sulla tendenza a denunciare più che a cercare le soluzioni. Di tutto questo si è discusso a Milano nella conferenza organizzata da Roundtable on Sustainable Palm Oil (Rspo) ed European Palm Oil Alliance (Epoa), due organizzazioni promotrici della coltura di palma da olio sostenibile. Secondo gli ultimi dati, attualmente, solo circa il 18% della produzione mondiale d'olio di palma è certificato Rspo. «Il mondo - ha affermato Isabella Pratesi, direttore Conservazione Internazionale di Wwf Italia - è a rischio deforestazione. Il Wwf (tra i fondatori di Rspo , ndr) è impegnato a favore delle foreste e, in particolare, quelle tropicali. Il 70% della deforestazione nei Paesi tropicali e subtropicali è legata alla produzione di palm oil, fibre e legno per usi industriali. È importante arrivare al 100% di coltivazione di palma certificata Rspo, ma occorre l'impegno di tutti». «Se si acquista olio di palma certificato Rspo - ha dichiarato Antonio Feola, Responsabile Ambiente e Sostenibilità di Aidepi (Associazione delle industrie dolciarie italiane) - non si abbatte un solo albero».

Ecco alcuni motivi per i quali non è auspicabile eliminare il palm oil in questo settore: si usa da millenni, aumenta la durata dei prodotti, conferisce croccantezza e cremosità, ha sapore e fragranza neutri, ha un elevato rapporto qualità-prezzo. Secondo studi scientifici, l'olio di palma non contiene colesterolo, l'acido palmitico si trova nel latte materno e nell'olio di oliva, e ha una quantità di acidi grassi saturi leggermente inferiore al burro. Ultimo, ma non meno importante, rispetto ad altre coltivazioni per oli vegetali, quella del palm oil ha una resa per ettaro molto più elevata. L'aumento della popolazione mondiale richiede una maggiore disponibilità di oli vegetali e decine di milioni di famiglie si sostengono con la coltivazione della palma da olio, purtroppo spesso sotto il controllo di organizzazioni illegali. Rspo si propone anche di garantire legalità e miglioramento della qualità della vita dei contadini produttori di palm oil .

Commenti

michele lascaro

Gio, 30/07/2015 - 12:50

Contesto il succo dell'articolo, teso in gran parte a dimostrare il riflesso della coltivazione della palma sull'ambiente, ma con scarsissimo accenno all'aspetto fondamentale dell'olio di palma: la presenza dei grassi saturi, di cui l'olio è ricchissimo. "un po' meno del burro", significa che gli alimenti che lo usano, ne sono ricchi. Per questo dal gennaio 2015 è entrata in vigore una legge che obbliga a dichiarare la percentuale contenuta, ma la legge, come al solito in Italia ,è disattesa, continua...

michele lascaro

Gio, 30/07/2015 - 12:53

Qui abbiamo il nostro olio di oliva, puro e sano (a. grassi monoinsaturi-non aterogeni!), ma la gente ignorante preferisce la croccantezza dei biscotti (con olio di palma) , "che non fa lavorare molto i denti", ma si frega la salute.