L'ora di religione e il miracolo tra i banchi

Sorpresa, nel Paese laicista la scelgono nove studenti su dieci

H o sessant'anni. Quando frequentavo il liceo, negli anni Settanta, l'ora di religione era obbligatoria e a tenerla era quasi dappertutto un prete, tanto che almeno dalle nostre parti non si diceva «l'insegnante di religione» ma «il prete di religione». Per quanto mi riguarda, niente poteva essere meno interessante della lezione di religione.

I preti, almeno dalle nostre parti, cercavano di blandire classi di studenti molto politicizzati (allora si diceva così) con discorsi fumosi che attingevano alla sociologia e all'antropologia, e toccavano l'argomento religioso così alla larga che spesso non ci si arrivava nemmeno se non con interrogativi in stile dopoguerra del tipo «che ne è dell'uomo nell'epoca nucleare?», «quale tipo di uomo si profila all'orizzonte?».

I preti avevano paura di parlare di Gesù Cristo. Il massimo che riuscivano a fare, almeno dalle nostre parti, era criticare la Chiesa e il Papa.

Nessuno ascoltava quelle lezioni. Il prete di religione usciva poco soddisfatto dalla nostra aula per entrare in un'altra aula e iniziare una nuova lezione poco soddisfacente. E pensare che eravamo tutti rivoluzionari, tutti comunisti, tutti arrabbiati, ma eravamo anche tutti cattolici.

Quando venne fatta la riforma del Concordato (mi sembra di ricordare Bettino Craxi in jeans alla firma del documento) io avevo già due figli. L'ora di religione divenne facoltativa mentre le nostre scuole cominciavano a riempirsi, a partire dalle elementari, di piccoli musulmani e cinesi. I presidi e i direttori didattici, almeno dalle nostre parti, toglievano i crocifissi dalle aule e le espressioni «vacanze di Natale» e «vacanze pasquali» si trasformarono in vacanze rispettivamente «invernali» e «di primavera». I bambini che frequentavano il catechismo sapevano tutto su Halloween e niente sulla Pasqua, e pretendevano che tra i sacramenti venisse introdotto anche il divorzio.

Ma oggi che gli insegnanti di religione sono quasi tutti laici scopriamo che l'88% degli studenti chiede di partecipare all'ora di religione, e che il gradimento di quest'ora è altissimo.

Non so se durante quest'ora tutti gli insegnanti parlino effettivamente di religione, però sono certo che, forse per effetto di tante tragedie prodotte anche (e sottolineo anche) dal fanatismo religioso, il primo desiderio dei ragazzi è quello di conoscere che cosa sono la religione, la fede, o più radicalmente di sapere cosa significa la parola «Dio».

La fede infatti non è un sentimento ma un atto di conoscenza, esattamente come sappiamo che due più due fa quattro e che l'America esiste, anche se in questo istante non la vediamo.

Dalle nostre parti, ossia a Milano, per insegnare religione nella scuola occorre ottenere un titolo di studio compatibile, come la laurea in Scienze religiose presso la facoltà teologica. Bisogna conoscere la dottrina cattolica, la dottrina sociale, il pensiero dei Padri della Chiesa e quello dei Dottori. Ci vuole, insomma, conoscenza per trasmettere conoscenza.

Così l'ora di religione può diventare un paradigma per tutti gli insegnanti. I ragazzi desiderano conoscere, non vogliono scorciatoie perché la generazione che li ha preceduti è testimone dei disastri che si fanno quando si cercano troppe scorciatoie.

Questi sono i ragazzi di oggi, e chiedono soprattutto rispetto. Non possiamo tuonare, che so, contro il bullismo e poi saltare lo studio di Manzoni perché i Promessi sposi «sono noiosi» (succede spesso).

I dati diffusi dalla Cei ci ricordano che la trasmissione della conoscenza è un fatto fondamentale per l'esistenza della società, e ci ricordano anche - e scusate se è poco - che non si vive da persone serie senza affrontare, seriamente, la questione di Dio. Quale che sia la nostra decisione.

Commenti

pensaepoiagisci

Gio, 19/01/2017 - 09:43

bene..che il Signore..entri nelle nostre scuole..nelle nostre case..ovunque..cosicche' si diventi tutti piu' buoni..compresi i delinquenti

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nando49

Gio, 19/01/2017 - 10:17

Visto l'invasione islamica in atto sarebbe opportuno reintrodurre l'ora di religione come materia di "storia delle religioni". Inoltre, visto come vanno le cose nei paesi islamici dove la laicità è un reato, rimetterei il crocifisso nelle aule scolastiche e nei luoghi pubblici.

Una-mattina-mi-...

Gio, 19/01/2017 - 11:20

IL PROBLEMA non è inculcare una qualche religione, è comportarsi bene a prescindere. Cosa rara

manfredog

Gio, 19/01/2017 - 13:38

Bene, grandi 'professori', al bando la religione, soprattutto cattolica ..'Allahluia'..!! mg.

istituto

Gio, 19/01/2017 - 13:41

Una qualche religione è l'ISLAM per esempio. La nostra, la CATTOLICA È LA RELIGIONE VERA. Vedasi i Santi che hanno operato nella religione cattolica e che hanno fatto miracoli strepitosi a dimostrazione della sua verità(della religione cattolica). S. Francesco di Assisi,San Giovanni Bosco,San Filippo Neri,San Pio da Pietrelcina ecc,ecc,.Loro hanno annunciato il Vangelo non per "comportarsi bene" ma per essere Santi,glorificare il Signore e salvare l'anima. E per quelli che non credono all'inferno ed ai demoni, vadano a vedersi come si comportano gli INDEMONIATI VERI (come ho fatto io) e dopo ne riparliamo.

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elkid

Gio, 19/01/2017 - 14:25

----il fatto è che in molte scuole l'alternativa alle ore di religione riguarda attività didattiche leggermente più impegnative -ragion per cui molti raga preferiscono starsene stravaccati a far finta di sentire le fregnacce del prete----hasta

Euge

Gio, 19/01/2017 - 14:42

le religioni sono l'oppio dei poveri e la galera degli ignoranti che credono ai miracoli, anzi, che ne hanno disperato bisogno .......... in tutta una vita dio non mi è mai venuto a cercare, nè Javeh, nè Allah, nè Gesù, e io smisi di cercare loro fin da adolescente, e non me ne sono mai pentito ......... le religioni servono per spiegare le cose agli ignoranti, nel modo sbagliato, per terrorizzare e violentare le menti deboli ............. fin dall'età della pietra le religioni forniscono lavoro non faticoso e facile, sicuro sostentamento ai furbetti che preferiscono campare alle spalle del prossimo vendendo fumo ............ fra questi "sacerdoti" possiamo includere pure i vari maghi otelma, pur non essendo neppure fra i peggiori

Tergestinus.

Gio, 19/01/2017 - 15:42

Elkid mostra di non sapere che 1) oltre alla materia alternativa esiste anche la possibilità di lasciare la scuola durante l'ora di religione, e questa in teoria dovrebbe essere l'opzione più attraente; 2) come spiega bene l'articolista, il "prete" a scuola non esiste quasi più da quel dì.

Ritratto di alfredido2

alfredido2

Gio, 19/01/2017 - 15:54

Magnifico che I giovani vogliano affrontare il tema religione Cristiana a scuola.Parliamo delle nostre radici culturali e conoscerle o condividerla è importante.Per chi crede in Dio la nostra preghiera è Cristiana ,per chi + nato in altra Regione la preghiera sarà islamica o Buddista o Induista.Ognuno preghi secondo le proprie radici a casa propria senza voler condizionare il modo di pregare degli altri a casa loro. Chi viene in Europa preghi a modo nostro , rispetti la nostra cultura ; se non è pronto a fare ciò stia a casa.

Ritratto di riccio.lino.porco.spino

riccio.lino.por...

Gio, 19/01/2017 - 15:57

la religione la insegnerà trump!

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orione1950

Gio, 19/01/2017 - 16:03

@euge; sono d'accordo con te; appunto, sono ateo. Pero', io rispetto tutti e non definirei ignoranti tutti i credenti. Come ho detto, io rispetto i credenti e m'innervosisco molto quando questi, ed in special modo i testimoni di geova, tentano di convincermi volendomi trasformare in figliol prodigo. Per quanto riguarda l'articolo, sono, forse per la prima volta, d'accordo con elkid visto che ai miracoli non credo.

Tuthankamon

Gio, 19/01/2017 - 16:21

Euge Gio, 19/01/2017 - 14:42 ... elkid Gio, 19/01/2017 - 14:25 ... il buon senso non sembra risiedere tra le vostre categorie.