Lucera, non ha i soldi per andare al lavoro. E l'azienda lo licenzia

Si tratta di un operatore della Croce Azzurra del 118 della provincia di Foggia

L'azienda non lo pagava da mesi e lui non aveva i soldi per recarsi al lavoro, così è stato licenziato. È la triste storia di un operatore di una postazione del 118 della Croce Azzurra di Lucera, un Comune in provincia di Foggia.

Un caso, questo, che sta facendo molto discutere. Soprattutto i sindacati.

Tutto è iniziato quando l'uomo ha comunicato all'azienda il suo disagio economico. Come andare al lavoro se non si hanno i soldi per pagare la benzina o un biglietto dell'autobus?

La denuncia è arrivata dal sindacato Usb (l'unione sindacale di base), come si legge sul quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno".

Sul caso è intervenuto Santo Mangia, segretario della Usb di Foggia. "Questa è l’ulteriore dimostrazione di quanto siano inaffidabili alcune associazioni di volontariato che oltre a ledere la dignità dei lavoratori, utilizzano il ricatto occupazionale nel momento in cui i lavoratori rivendicano quanto in loro diritto come il pagamento degli stipendi." ha dichiarato il sindacalista al quotidiano regionale. E ha fatto appello al governatore Michele Emiliano e al direttore generale della Asl Foggia, Vito Piazzolla perché intervengano sul caso " a tutela del lavoratore e della stessa immagine della Pubblica amministrazione che non intervenendo diventa corresponsabile delle ingiustizie da parte delle associazioni".

Questo pare non sia il primo caso di licenziamento ingiusto da parte di un'associazione di volontariato (sono così definite alcune associazioni, ma nell'organigramma sono previsti dei lavoratori stipendiati, ndr). "a tutela del lavoratore e della stessa immagine della Pubblica amministrazione che non intervenendo diventa corresponsabile delle ingiustizie da parte delle associazioni - denuncia Mangia sulla Gazzetta - tantissimi i casi di licenziamento di lavoratori che per oltre 15 anni hanno, con dedizione, svolto un servizio essenziale per la comunità.

Il contraltare delle associazioni di volontariato in ambito sanitario è rappresentato dal "Sanitaservice", una società in house della Regione Puglia che proprio quando il volontario della Croce Azzurra è stato licenziato, ha annunciato l'assunzione di 150 lavoratori. E ne sono sono previste altre settanta entro la fine dell'anno. Il sindacato, pertanto, ha chiesto un intervento da parte della Asl e della Regione per poter inglobare anche i lavoratori delle associazioni "sottoposti ai ricatti".

Commenti

cgf

Lun, 29/07/2019 - 13:05

probabilmente il governatore Michele Emiliano/direttore generale della Asl Foggia, non stanno pagando la Croce Azzurra

rawlivic

Lun, 29/07/2019 - 14:10

finche' non si elimina il business del volontariato, non si resolve nulla.

venco

Lun, 29/07/2019 - 14:45

Giusto cacciare i furbi., cambi mestiere.

rokko

Lun, 29/07/2019 - 14:54

Pensate che, secondo gli intelligentoni che scrivono qui, poichè la CRI è un ente di beneficenza, i suoi lavoratori dovrebbero essere solo volontari non pagati, se no si tratta di azienda che insegue il profitto come tutte le altre.