Lucio Presta: "Me la fanno pagare perché sono amico di Renzi"

Secondo un retroscena del Messaggero, Lucio Presta spiegherebbe la chiusura del programma della moglie con la propria amicizia con Matteo Renzi

Dietro la chiusura di "Parliamone sabato" non ci sarebbe solo la battaglia per la dignità e i diritti delle donne. Ma, secondo un retroscena pubblicato dal Messaggero, ci sarebbe un gioco politico volto a colpire il marito di Paola Perego, Lucio Presta.

A sollevare il caso sarebbe stato il diretto interessato, che secondo il quotidiano della Capitale andrebbe dicendo di essere stato colpito "perché amico di Matteo Renzi." Presta, che oltre ad essere marito della Perego ne è anche l'agente, cura gli interessi di decine di big della tv e in Rai è considerato il manager delle star: a lui fanno riferimento Amadeus, Antonella Clerici, Marco Liorni, Roberto Benigni e Paolo Bonolis.

Sicuramente un uomo potente. Tanto che, sostiene lui, qualcuno ha deciso di "fargliela pagare". All'indomani della chiusura del programma della moglie, Presta aveva twittato velenoso "Ora Rai1 è salva", per poi rincarare la dose dopo le scuse di Monica Maggioni e del direttore di Rai1 Andrea Fabiano: "Spero che Paola Perego sia cacciata da Rai1, così tutte le donne dell'Est-Ovest-scrittrici e giornaliste saranno salve."

Quindi quelle indiscrezioni sull'amicizia con Renzi, che sarebbe alla base della chiusura del programma. D'altronde che Presta e Renzi siano conoscenti da lunga data è cosa ormai assodata, sin da quando l'ex premier era presidente della Provincia di Firenze. Certo, questo non spiega automaticamente se la conoscenza fra i due sia la causa della veemente reazione dei vertici Rai. Tuttavia è sicuro che un attacco alla posizione del marito della Perego potrebbe scompaginare le gerarchie in Rai. Specie in vista del 1 di aprile, quando tratterà i nuovi compensi con il tetto allo stipendio di 240mila euro all'anno.

Commenti

FedeRm

Mar, 21/03/2017 - 17:56

Qui, non deve "pagarla" nessuno. Bisogna solo ristabilire un clima di correttezza ed onestà, non solo convenzionale, largamente violata da tempo, ma anche e soprattutto intellettuale.