L'uomo 'a due facce'per colpa del sole

Per gli irriducibili dell'abbronzatura ecco una foto choc che fa capire finalmente la vera incidenza dei raggi Uva sulla pelle. L'immagine è stata pubblicata sul <em>The New England Journal of Medicine</em> e mostra il volto di 69enne che per 28 anni ha fatto il camionista. La sua parte sinistra, quella "lato finestrino" insomma, è increspata, piena di rughe e sembra molto più vecchia rispetto all'altra

Che il sole, se preso a grandi dosi e senza protezioni, faccia male è ormai assodato. Da anni, appena arriva l'estate siamo bombardati da campagne di sensibilizzazione su nei e melanomi, guide su creme e filtri solari, raccomandazioni su come prendere il sole in base all'ora, all'altitudine e alla latitudine. E per gli irriducibili dell'abbronzatura arriva ora una foto choc che fa capire finalmente la vera incidenza dei raggi Uva sulla pelle.

L'immagine è stata pubblicata sul The New England Journal of Medicine, una delle più importanti riviste di medicina generale al mondo, e mostra il volto di 69enne che per 28 anni ha fatto il camionista. La sua parte sinistra, quella "lato finestrino" insomma, è increspata, piena di rughe e sembra molto più vecchia rispetto all'altra. Il caso è stato studiato da scienziati della Northwestern University di Chicago, che hanno diagnosticato una "dermatoheliosis", (l'invecchiamento precoce dovuto ai raggi Uva, appunto).

I raggi Uva sono quelli ritenuti "buoni" (o quantomeno più sicuri) e sono usati anche nelle lampade abbronzanti, ormai presenti in qualsiasi centro estetico. Mentre i raggi Uvb, quelli responsabili di cancro e scottature, sono facilmente "filtrabili", quelli Uva passano anche attraverso i vetri e attraverso le nuvole. I nuovi studi evidenziano quindi come anche questo tipo di raggi possono causare una degradazione della pelle. Per questo motivo gli scienziati raccomandano l'uso di creme solari anche quando non ci si espone direttamente al sole.