L'uomo senza memoria che vive da un anno in un ospedale di Roma

Dice di chiamarsi Igor Kozlov, ha tra i cinquanta e i sessant'anni, e da dodici mesi vive nel Pronto Soccorso del Policlinico Casilino

C’è un uomo senza memoria che da un anno vive in un pronto soccorso di Roma. La vicenda al Policlinico Casilino, estrema periferia Est della Capitale. Qui, da dodici mesi, si aggira un uomo – tra i cinquanta e i sessant’anni – che dice di chiamarsi Igor Kozlov e nulla più.

Dodici mesi fa circa, il signore era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale da alcuni agenti di polizia, che lo avevano trovato riverso per strada, colpito da una crisi epilettica. Una volta arrivato al nosocomio, il personale medico-sanitario lo riconobbe, visto che si era già presentato in passato per ricevere alcune cure. Dal 22 agosto 2018 a oggi quell’uomo è ancora lì: di fatto, il pronto soccorso è diventata la sua casa.

La sua assurda storia è stata raccontata dal Corriere della Sera, che spiega come Kozlov abbia un letto in una delle sale del dipartimento di emergenza. E come, come gli altri pazienti ricoverati, ricevete i pasti e le cure di medici e infermieri. In questo anno e passa è diventata una sorta di amico del reparto del Policlinico, che se lo è preso a cuore.

Nulla si sa sulla sua vita e anche quel nome, con ogni probabilità, non corrisponde a quelle che sono le sue vere generalità. Cosa che, peraltro, rende impossibile l’intervento di qualche associazione che se ne possa occupare.

Già, perché non avendo un’identità e alcun documento che attesti le sue origini, l’uomo non è trasferibile in nessuna struttura. Inoltre, il problema della lingua. Infatti, come spiega il quotidiano, lo "smemorato" non parla la nostra lingua e apparentemente nessun altro idioma, visto che si esprime solamente emettendo suoni gutturali.

Adolfo Pagnoncelli, direttore del dipartimento, ne parla così: "Ci fa tenerezza perché non è niente e nessuno. È un pulcino abbandonato". Il nosocomio, in questi quindici mesi le ha provate tutte e una sua fotografia era stata fatta passare in televisione durante la messa in onda della trasmissione Chi l’ha visto?, ma di risposte non ne sono mai arrivate. E, forse, non ne arriveranno mai.

Perdita della memoria e amnesia

Solitamente, con il termine "amnesia" si va a indicare quel disturbo della memoria a lungo termine in maniera episodica. In sostanza, la persona affetta da amnesia può essere incapace di ricordare eventi della sua vita recente, o in casi gravi anche eventi remoti, e può non riuscire ad acquisire stabilmente nuovi ricordi, mentre in genere è preservata la capacità di imparare nuove azioni. L’uomo senza memoria del Policlinico di Roma potrebbe soffrire di un’amnesia progressiva, usualmente tipica delle malattie neurodegenerative, che provocano una progressiva mancanza (e perdita) della memoria.

Commenti

romabene

Mer, 20/11/2019 - 11:36

Succede da tanti anni negli ospedali romani che stazionino clochard e senza tetto. Gli ospedali si devono occupare di assistenza sanitaria, non sociale, senza considerare la perdita di decoro. Il problema italiano è sempre l'individuazione delle responsabilità. In questo caso il responsabile è il direttore sanitario della struttura, che dovrebbe far riferimento ai servizi sociali del comune. Licenziate il direttore sanitario per manifesta incapacità.

Popi46

Mer, 20/11/2019 - 14:42

Ai miei tempi sono stata medico di P.S. Al Policlinico Umberto I di Roma, parlo di anni ‘70. Bene, nel reparto Astanteria c’era un letto (praticamente un pagliericcio) dedicato ad Angelina, un’anziana tranquilla senzatetto che “rincasava” a sera, dopo aver trascorso la giornata a consolare le reclute della vicina scuola di aviazione... Il primario del reparto si è lamentato col Direttore Sanitario? Nooooo! Gentile romabene, siamo in Italia, tutto cambia affinché nulla cambi.....