Tragica morte al luna park. "Così ho visto Francesca cadere"

L'amico racconta della morte di Francesca. "Dispositivi di sicurezza trovati intatti"

Un volo da venti metri, in circostanze che ancora devono essere chiarite. Così è morta Francesca Galazzo, giovane madre di un bambino di due anni, precipitata da una giostra del luna park di San Benedetto del Tronto venerdì sera.

Una morte che ancora deve essere spiegata, con la proprietaria dello "sling shot" su cui Francesca era salita con un amico che assicura "è impossibile che il doppio sistema di sicurezza non abbia funzionato" e la madre di Francesca che non vuole credere alla tesi che possa essersi slacciata la cintura di sicurezza in preda a un attacco di panico. "Non scrivetelo perché non è assolutamente possibile - ha detto all'Ansa -, non era il tipo".

Ma che qualcosa sia andato storto è evidente ed è il pm di Ascoli, Mara Flaiani, a ribadire che bisognerà capire cosa, aggiungendo che la cintura di sicurezza e il dispositivo rigido che blocca le spalle di chi sale sulla giostra sono stati trovati entrambi intatti. Nulla ha visto l'amica che era salita sulla giostra con lei. "L'ho sentita urlare 'volooo' e poi un tonfo", ha detto alla polizia, ma aveva gli occhi chiusi e non ha saputo aggiungere molto a quanto si sa finora.

Intanto in un'intervista un altro amico che era con loro al luna park, Claudio, ripercorre la vicenda. "Si è seduta a destra nella sfera - dice - poi però un'addetta alla sicurezza le ha fatto cambiare il posto con l'altra nostra amica. Il cambio era stato dettato da motivi di equilibrio della sfera per bilanciarla meglio. Prima del lancio un'altra addetta ha verificato le cinture di sicurezza e solo al termine ha dato l'ok".

"Ho visto che Francesca aveva la gamba fuori dall'abitacolo", aggiunge. Un dettaglio di cui si è reso conto dopo la prima "discesa" di quella giostra. "Quando è scesa di nuovo a circa 9/10 metri la sfera ha iniziato a ruotare a 360 gradi e ho visto il corpo di Francesca uscire fuori con la schiena. Si era aperto il roll bar che avrebbe dovuto proteggerla".

Poi la tragica caduta. "Le dicevo di tenero duro che sarebbero arrivati i soccorsi, le dicevo di muovere le dita e lei rispondeva alle mie sollecitazioni. Poi dopo mezz'ora che i medici hanno cercato di rianimarla è morta".