Manfredonia, padre e figlio arrestati per tentato omicidio

I due si erano introdotti furtivamente in casa della madre e il ragazzo aveva cercato di uccidere il nuovo compagno della donna. La sorella maggiorenne è rimasta lievemente ferita

Tragedia sfiorata a Manfredonia, comune in provincia di Foggia. Dove un 16enne è entrato con il padre 40enne nell’abitazione della madre e ha tentato di uccidere il nuovo compagno della donna. Una volta intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo e del Radiomobile di Manfredonia, entrambi sono stati arrestati con accuse di vario genere, violazione di domicilio, atti persecutori e, per il ragazzo, anche tentato omicidio. L’aggressione è avvenuta domenica sera, 5 agosto, in un’abitazione sita in piazza Salvemini, a Manfredonia. I due si sono introdotti furtivamente in casa della donna, saltando una recinzione e passando da una porta finestra lasciata aperta per il caldo.

Tutti i residenti della casa, la donna dalla quale il 40enne si stava separando, il nuovo compagno con il quale ha avuto un bambino, la figlia maggiorenne e altri tre fratelli, stavano riposando. Appena entrato, il 16enne ha minacciato il compagno della madre. I due aggressori sono stati quindi cacciati di casa, ma il ragazzo ha rotto un vetro del bagno ed è rientrato nell’abitazione. A questo punto ha assalito l’uomo alle spalle brandendo un coltello. Tutti gli abitanti della casa hanno cercato di bloccare il ragazzo e difendere il nuovo compagno.

Durante la colluttazione la figlia maggiorenne è rimasta ferita alla mano destra, nel tentativo di frapporsi tra il coltello e il collo del nuovo convivente della madre. La ragazza è stata accompagnata al Pronto Soccorso di Manfredonia dove è stata dichiarata guaribile in sei giorni. I due aggressori sono fuggiti per il timore che la donna chiamasse i carabinieri. Quando però sono rientrati nell’appartamento per finire il lavoro, hanno trovato ad aspettarli i militari. Nonostante la presenza delle Forze dell’ordine i due hanno continuato a minacciare la vittima. A quel punto sono stati bloccati dai carabinieri che hanno deciso anche di perquisire il furgone con cui padre e figlio erano arrivati.

All’interno del mezzo sono stati rinvenuti tre coltelli e 0,59 grammi di hashish. Nell’abitazione che i due dividono con il nonno paterno, un ultrasessantenne, sono stati trovati 23,04 grammi di hashish, 86 pacchetti di sigarette senza il marchio del monopolio di Stato e 535 euro in contanti, di vario taglio. Padre e figlio sono stati arrestati e il nonno denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per detenzione illecita di stupefacenti. In attesa delle udienze di convalida il padre è stato posto agli arresti domiciliari. Il figlio, minorenne, è stato invece trasferito all’Istituto Penale Minorile di Bari.