La manutenzione che salva la vita

Nella fluviale quantità d'interventi violenti, polemici, autocelebrativi delle diverse parti politiche ed istituzionali, sul crollo del ponte di Genova, è assente completamente la riflessione sul tema fondamentale, che è la vera causa della morte dei cittadini che si sono trovati in quel momento nel dramma in atto. La questione essenziale è quella della vita e della morte degli edifici, da cui può derivare il destino degli uomini. La vera tragedia degli ultimi 60-70 anni è la speculazione edilizia di cui sono parte le opere pubbliche, le cosiddette infrastrutture, costruite in cemento armato, che tutti gli ingegneri sanno avere un ciclo di vita che non va oltre i 60-70 anni.

Dobbiamo quindi considerare che il crollo di Genova è solo un avviso, e che il tempo di vita della maggior parte delle nostre infrastrutture è finito. E, dal momento che il cemento armato è stato utilizzato per scuole, condomini, chiese e centri sociali, ognuno di questi edifici è minacciato. Alcuni (si ricordi il cedimento della scuola di San Giuliano in Molise) sono già caduti, e altri, elevati senza garanzie, sono fortemente minacciati. Imminente è il crollo inevitabile (qui eloquentemente documentato) del viadotto autostradale, al ponte zona Stura, sulla Torino-Savona. Domani? Fra un mese? Fra sei? E intanto, che fare? Chiudere l'autostrada? Contingentare il flusso?

La competenza dei tecnici e la dura denuncia del presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Messina, Nino Falsea, dovrebbero determinare una politica di vasta manutenzione da parte del governo che, ad evidenza, è già in ritardo.

Così come quello del patrimonio culturale, il tema della conservazione degli edifici moderni è stato totalmente assente in tutti i programmi politici dei partiti alle ultime elezioni.

Il caso di Genova impone la manutenzione delle città, anche con interventi radicali di sostituzione edilizia, e di tutte le opere pubbliche e infrastrutturali. Per non trovarci, senza aver fatto nulla per salvarci, sotto un ponte.

Commenti
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mortimermouse

Sab, 18/08/2018 - 15:46

gira e rigira: berlusconi ha ragione!:-)

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mbferno

Sab, 18/08/2018 - 16:12

Andiamo bene....mezza Italia da rifare....

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wilegio

Sab, 18/08/2018 - 16:13

A parte il fatto che non è assolutamente vero, ne' dimostrato, che TUTTI gli edifici in cemento armato sono a scadenza, anzi, a sentire sgarbi, già scaduti... Cosa facciamo? Chiudiamo l'Italia? restauriamo tutto? E chi paga?

Ritratto di VittorioDettoToi

VittorioDettoToi

Sab, 18/08/2018 - 16:25

Per favore Sgarbi non faccia certe affermazioni senza averne le debite conoscenze, un ponte in CA fatto bene ha una vita molto molto superiore ai 50 anni (da ingegnere dico anche superiore ai 100..), guardi quelli della vecchia Firenze Bologna, sono "Opere d'Arte lunghi chilometri ed alti 300 metri" e di quelle ne dovrebbe capi', hanno solo ogni 20 anni bisogno di un po di cura, anche gli esseri umani, ogni tanto, vanno dai Dottori...................... Vittorio in Lucca

Ritratto di VittorioDettoToi

VittorioDettoToi

Sab, 18/08/2018 - 16:52

Non vorrei passare per lo "Scemo del paese" ma ci stanno, ancora in piedi, edifici in cemento armato dei primi anni del 1900, hanno quasi 120 anni, non e' che qualcuno ha annusato che si possono fare tanti soldini alle spalle degli ignoranti ??? Andreotti diceva:" A pensa' male si fa peccato, ma sovente ci si indovina"... Vittorio in Lucca

sbrigati

Sab, 18/08/2018 - 19:38

Egregio Sgarbi continui a parlare di arte dove in pochi la superano, ma lasci stare la scienza delle costruzioni.

Maskulainen

Sab, 18/08/2018 - 20:48

Giusti i commenti di Sgarbi: ammesso e non concesso che la durate di ponti strade e edifici sia oltre i 60-70 anni, il problema di fondo rimane. In Italia per costruire strade e ponti ci vogliono anni (visto il territorio montuoso) e sarebbe il caso di iniziare a progettare e realizzare da subito. Ridicoli i messaggi di chi scrive sotto che allora bisogna ricostruire tutta l'Italia? Cosa proponete in alternativa, di affidarsi alla cabala allora?! in Italia sapete solo di no a tutto (No TAV, no Gronda, no tutto!) e così non si va molto lontano. Nazione di caproni. Articolo azzeccato, bravo Sgarbi

Holmert

Dom, 19/08/2018 - 09:31

Caro Sgarbi, la storia del cemento armato che ha una sua durata di vita, lascia un po' perplessi. Conosco edifici in cemento armato, costruiti in epoca "fascista",che non sono andati giù nemmeno con le bombe. E ci sono edifici scolastici del ventennio, che hanno resistito a violente scosse telluriche, mentre quelli moderni si sono accasciati,compresi tanti condomìni. Il ponte di Genova ha difetti strutturali, di progettazione. Un ponte così, con quei trampoli, non può che venire giù. Io, quando lo percorrevo, venivo assalito da brividi di panico ed acceleravo per sorpassarlo, il prima possibile. Il male peggiore è che tutti i tecnici sapevano che prima o poi sarebbe collassato, ma nessuno è intervenuto per fortificarlo. Ignavi e pressappochisti, ecco cosa siamo.

Ritratto di -Alsikar-

-Alsikar-

Dom, 19/08/2018 - 10:18

Il paragone o raffronto con ponti o costruzioni di un passato anche lontano nel tempo, tipo quello degli antichi Romani, è significativo. Da oltre 70 anni, in Italia, un ingegnere, architetto, geometra, costruttore o semplice operaio o manovale, ritenuto responsabile, colpevole di crollo con conseguenti morti, se gli andasse male se la caverebbe con qualche annetto di comoda galera. Ai tempi dei Romani, ma anche di altre civiltà del passato, quei pochi ingegneri, architetti, costruttori od operai, ritenuti colpevoli, finivano con la testa sotto la mannaia o appesi per il collo. E questo particolare è fondamentale. O meglio: il timore di essere condannati a morte è quello che, in una società, fa la differenza tra un infimo livello di lassismo e un alto grado di civiltà. Come dire tra l'Italia degli ultimi 50 anni e le grandi civiltà di una volta.

lisander

Dom, 19/08/2018 - 16:06

Domanda: ma se compro un'auto e questa si schianta per un problema di fabbricazione, la responsabilità é di chi l'ha costruita o del meccanico che non ha cambiato a sue spese i pezzi oltre gli standard manutentivi? M5S si scagliò contro Volkswagen ai tempi del Dieselgate su un tema che riguardava peraltro solo le normative Usa. E se Autostrade chiedesse i danni ad Anas, quindi allo Stato italiano per il pacco rifilato?

polistrum

Dom, 19/08/2018 - 18:07

che fare , bisogna ricominciare da zero , che possiamo fare, dobbiamo solo sperare che oggi chi ha l'incarico di governare capisca che niente dura in eterno e che le cose devono essere manutenzionate e monitorate , come un buon padre di famiglia che mantiene sicura la sua casa per i propri figli . Di certo non possiamo solo guadagnare e speculare sulle opere come hanno fatto finora i governi passati che hanno tirato troppo la corda a discapito della povera gente . Nell'immediato c'è poco da fare , di certo fra qualche qualcuno si potrà riempire la bocca di critiche verso i 5 stelle e salvini per aver fatto poco in quanto in 5 anni di mandato avrebbero dovuto risanare 70 anni di disastri , truffe e intrallazzi.-

goliotok

Dom, 19/08/2018 - 19:11

Caro Sgarbi, tutto vero, ma guardiamo qual'è la causa primaria di un tale dissesto. G....... che non sta per Genova è a dimostrazione che il problema di fondo è comune. http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2102