Per Marco Pantani un'overdose da psicofarmaci

La morte del Pirata non fu causata dall'abuso di droga. Inchiesta verso l'archiviazione

A undici anni di distanza si continua a parlare delle cause che portarono alla morte di Marco Pantani, avvenuta la sera di San Valentino del 2004. Dopo tante indiscrezioni ora a parlare è la perizia conclusiva dell'Istituto di medicina legale di Verona, consegnata alla procura di Rimini. Pare ridimensionato l'abuso di sostanze stupefacenti: si parla espressamente di abuso di antidepressivi, anche se la cocaina rimane una concausa.

L'inchiesta sulla morte del Pirata era stata riapertra nel 2013, dopo la denuncia della mamma di Pantani, che avanzò l'ipotesi di un assassinio avvenuto simulando l'overdose. Questa pista sarebbe stata supportata dalla consulenza del direttore della sezione di medicina legale dell'Università di Ferrara, Francesco Maria Avato, e dalla certezza, espressa dal dottor Giuseppe Fortuni, all'epoca medico legale, che la morte sarebbe arrivata per abuso di cocaina.

Ma come scrive il Corriere della Sera due esami medico-scientifici sembrano ridimensionare la pista dell'overdose di droga. Si tratta della cromatografia liquida, volta a identificare le componenti della miscela che ha causato la morte dell'atleta, e della spettometria di massa, effettuata per scovare all'interno del corpo eventuali sostanze sconosciute. Da questi due esami è emerso che non vi è stato delitto: Pantani è morto per un mix letale di antidepressivi e cocaina. Le dosi della droga, però, sarebbero molto meno consistenti di quanto ritenuto sino ad ora dagli inquirenti. A questo punto l'inchiesta per omicidio potrebbe essere archiviata.