Il Maxxi dispetto di Franceschini

In attesa che il Consiglio di Stato dichiari, com'era inevitabile, che i direttori stranieri non potevano essere insediati nei musei italiani (al di là del loro merito), il ministro Franceschini continua a fare nomine, a Camere sciolte anche se a governo vigente. Non voglio in alcun modo criticare il lavoro, l'impegno e perfino le capacità di Giovanna Melandri, presidente della fondazione Maxxi la quale, dopo lontane e superate polemiche su stipendi e bonus, è stata riconfermata con il Cda per il prossimo quinquennio. La legge lo consente, ma il rispetto e la cortesia istituzionale avrebbero dovuto consigliare una proroga senza imporre un organico in un settore delicato come quello dell'arte contemporanea. Che, insieme a quello del cinema, può caratterizzare l'orientamento di un ministero. Già l'emendamento del 2015 che reincardina come un satrapo Paolo Baratta alla presidenza della Biennale di Venezia per la terza volta rappresenta un vincolo per il prossimo governo. È vero che, mutando il vento politico, i responsabili di importanti istituti tendono ad adattarsi, ma a distanza di così poco tempo dalle elezioni la scelta appare arrogante e mortificante per la stessa Melandri, la quale sarà costretta a presentare le sue dimissioni al nuovo ministro, per correttezza. Ho voluto scriverlo benché consideri positivo il suo apporto, imparagonabile con quello di totale asservimento al potere politico locale del direttore austriaco a Palazzo Ducale, Peter Aufreiter, per il quale non saranno necessarie le dimissioni per l'inevitabile decadenza.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 26/01/2018 - 15:44

Taccio, ma solo per rispetto a Sgarbi.

corivorivo

Ven, 26/01/2018 - 16:14

il trinariciuto ministro decaduto ferrarese pensa di essere ancora in piedi(tagliati la barba. la festa è finita)

Giorgio Rubiu

Ven, 26/01/2018 - 17:30

Il normale comportamento della sinistra e dei suoi uomini. Fin che c'è ancora un minuto di tempo (che non c'è più, visto che le Camere sono state sciolte!) bisogna fare nomine, piazzare persone amiche nei posti chiave e, comunque, comportarsi come se si avesse ancora il potere per farlo. Qualcuno vuole spiegare a Franceschini che tra 37 giorni egli non sarà più ministro e il suo partito, abusivamente al governo, non sarà più al comando?

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 27/01/2018 - 00:14

Coraggio cittadini elettori italici che stanno facendo pulizia di cosche, 'ndrine e "cooperative di spacciatori" per farsi belli per il giorno delle urne mentre certe cricche tentano di rimanere dietro le quinte celate dalle belle facce stampate sui tabelloni elettorali.

emigrante

Sab, 27/01/2018 - 07:44

Signor Rubiu, condivido, ma alla Sua, e di tanti altri, granitica certezza che fra 37 giorni le cose mutino e che gli usurpatori vengano cacciati dal Palazzo oso aggiungere uno scaramantico: SPERIAMO !

edo1969

Sab, 27/01/2018 - 09:29

ah Vitto’ ti adoro per come hai detto la verità in faccia a quella pecorella comunista - manco me ne ricordo il nome - ieri in tv. Detto tra noi: sei ignorante, sopra le righe e in fondo dici solo banalità ma si dà il caso che siano sacrosantemente vere e soprattutto che più dirette non si può al popolo dei microcefali politicamente corretti. C’era l’altro suo compare, Esposito, che manco osava più dire “beh” per paura che lo assalissi, ha fatto profilo bassino bassino ah ah ah grande Sgarpi.

edo1969

Sab, 27/01/2018 - 09:31

Sgarbi ha scritto questo articolo sul cesso, con il cellulare in una mano e la carta igienica nell’altra

apostata

Sab, 27/01/2018 - 09:32

tanto è irruente con le parole dette, tanto è fragile con le parole scritte

edo1969

Sab, 27/01/2018 - 10:04

contrariamente a Sgarbi io sono fascista; del comunismo mi piacciono gli aspetti “sovietici”, dittatoriali, i gulag, l’ordine tenuto con la forza, il terrore, chiese e moschee tirate giù col tritolo, chi sgarrava andava in Siberia. Questo è il comunismo. Quello di ieri in TV è invece il “post-commmunista” tutto politicamente correttino, pacatino e che si crede ironico, che ripete le sue litanie “se ci fosse ancora il fascismo non potremmo parlare” ecc. ecc. E Sgarbi ovviamente l’ha tritato.

Cheyenne

Sab, 27/01/2018 - 10:47

i trinariciuti perdono il pelo ma non il vizio