La Medaglia d'oro Gianfranco Paglia: "Ecco la mia Somalia"

Ferito nella battaglia del Pastificio, Paglia scrive un lungo post su Facebook per ricordare questo tragico evento

Somalia, 2 luglio 1993. Le truppe italiane sono impegnate in un rastrellamento - alla ricerca di armi - nel quartiere Haliwaa, a nord di Mogadiscio. Ci sono alcuni obiettivi sensibili vicino a un ex pastificio ormai andato distrutto e accanto al quale era stato organizzato un checkpoint.

Le forze italiane sono divise in due colonne: Alfa e Bravo. La prima si è mossa dal porto vecchio di Mogadiscio emntre la seconda da Balad. L'operazione di rastrellamento viene effettuata senza alcun intoppo. Sulla via del ritorno, però, i somali organizzano un'imboscata contro la colonna Bravo. Vengono erette delle barricate e i cecchini cominciano a sparare. Viene colpito mortalmente il parà Pasquale Baccaro, mentre vengono feriti il sergente maggiore Giampiero Monti e il paracadutista Massimiliano Zanolo.

Alfa, ormai tornata alla base, decide di tornare indietro per soccorre la colonna aggredita. Gli uomini all'interno dei blindati non possono usare cannoni e ripiegano così sulle mitragliatrici. Il sergente incursore Stefano Paolicchi, mentre cerca di bonificare la zona, viene brutalmente ammazzato. Un cecchino colpisce il sottotenente Andrea Millevoi e un somalo prova a decapitarlo.

Tre morti e 36 feriti. Tra questi anche Gianfranco Paglia, che oggi torna a raccontare quei momenti: "2 luglio 2015. Sono trascorsi 22 lunghi anni della Battaglia del Checkpoint Pasta, passata alla storia come la Battaglia del Pastificio, lo scontro a fuoco tra le truppe italiane a Mogadiscio e dei ribelli somali. Non mi soffermo sull'analisi del giorno, è sufficiente navigare in rete per provare a comprendere cosa è accaduto. Come è noto persero la vita tre soldati italiani: Andrea Millevoi, Stefano Paolicchi, Pasquale Baccaro. Numerosi i feriti tra cui il sottoscritto il quale non ha mai dimenticato anche solo per un attimo i suoi uomini e che continua la sua attività militare partecipando anche a numerose cerimonie affinchè non sia mai dimenticato il loro sacrificio ed il valore di coloro che quel giorno hanno combattuto come l'allora sergente maggiore Giovanni Bozzini, il sottotenente Romeo Carbonetti ed il capitano Paolo Riccò. Le missioni di pace, troppo spesso criticate da una certa parte politica che tende sempre a fare un'errata propaganda, hanno un loro motivo di esistere e l'Italia sotto l'egida dell'Onu si è sempre mossa in tal senso. Dopo quel terribile giorno l'Onu decise di abbandonare la missione. Risultato? Dopo 22 anni continuano gli attacchi terroristici e la Somalia è diventata la principale base. E questo perché? Perché come più volte dichiarato le missioni devono essere portate a termine se realmente si vuole dare un segnale forte ad un terrorismo che diventa sempre più spietato e che si avvale dei sofisticati mezzi di comunicazione. Oggi vedere attraverso un video, o un tweet la decapitazione o un messaggio di minaccia fa più scalpore, ma l'intensità é esattamente la stessa. La sofferenza dei popoli è la stessa di 22 anni fa. Il sorriso interrotto di quei bambini che nei loro occhi non hanno più la spensieratezza e la fanciullezza è la stessa analoga situazione di allora. Di quei drammatici momenti non posso non ricordare la corsa dei bambini somali verso noi militari per prendere un pezzo di pane ed una bottiglia di acqua e poi gli stessi impugnare un'arma. Senza fare troppi sofismi, sono queste le immagini su cui dopo 22 anni vorrei porre l'accento, l'attenzione e l'invito a fare tutti una seria riflessione".

Commenti

Tuthankamon

Gio, 02/07/2015 - 11:01

NON sono missioni di pace (retorica terzomondista), sono missioni militari! Purtroppo e' entrato nell'uso comune.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Gio, 02/07/2015 - 11:40

Probabilmente è il concetto che NON vuole essere capito per comodità politica o di falsa ideologia. Le missioni Militari SONO TUTTE improntante nel far rispettare le LEGGI del Paese in oggetto. E' ovvio, naturale, indiscutibile che sono MILITARI ma NON di OCCUPAZIONE o INVASIONE. E' facile confondere, ripeto, per comodità il concetto. In tutte le MISSIONI MILITARI le NOSTRE FORZE ARMATE sono consapevoli del rischio che corrono ma EVITIAMO di parlare di retorica o altri aggettivi POLITICI DEMAGOGICI. l'ITALIA fa parte della NATO e dell'ONU. Non siamo una SUPER POTENZA quindi non possiamo permetterci il LUSSO di decidere e agire in AUTONOMIA. Almeno questo bisogna ammetterlo. Mi piacerebbe che tutti donassero FIORI ma sarebbe utopia con l'attuale sistema Politico MONDIALE. Il resto sono solo chiacchiere gratuite.

Ritratto di Patriota.

Patriota.

Gio, 02/07/2015 - 13:29

Facendo sentire la mia opinione, di un ragazzo che ama la sua Patria, non ho mai creduto alla funzionalità di quella missione di pace. Ma non per questioni personali, ma perché la NATO mi ha fatto intendere che non ha mai creduto in quella missione. Se veramente voleva diffondere l'ordine in quel paese, avrebbe continuato la " missione ". E invece no, si è ritirata rendendo " in parte " inutile gli attacchi di quei soldati italiani che hanno perso la vita. Infatti, ora, posso dire che l'obiettivo della NATO e dell'America era quello di imporre il loro potere su questa nazione in disordine, per meglio controllarli in futuro. E ai primi ostacoli, immediatamente vengono ritirate tutte le armi e tutti i soldati. Conseguenze? Gianfranco Paglia è stato già eloquente nel rispondere a questa domanda.

Ritratto di Patriota.

Patriota.

Gio, 02/07/2015 - 13:34

Aggiungo che per me la morte di un soldato italiano non è mai inutile e me ne frego se le istituzioni straniere rieascno a svalorizzarla. Ogni italiano dovrebbe ragionare così. Concludo che l'Italia non è una super potenza dal punto di vista militare, ma può decidere, una volta per tutte, di essere autonoma e di non partecipar epiù a queste scenate: basta volerlo ( ciò non significa mettersi contro la NATO ! ).

Tuthankamon

Gio, 02/07/2015 - 14:13

Visto che molti fanno dei cenni ... le missioni italiane hanno un fattore comune: l'assenza di un obiettivo POLITICO chiaro (che poi e' essenziale per il militare come strumento). Facciamo, disfiamo, pasticciamo ... alla fine ce ne andiamo. Tutto torna come prima o peggio di prima! Esempi per tutti come Clinton (parlando di Somalia) e, peggio se possibile, Obama!

FRANZJOSEFF

Gio, 02/07/2015 - 14:16

TUTHANKAMON PRIMA DI TUTTO PER ME VENGONO PRIMA BACCARO, PAOLICCHI E PAGLIA MILLEVOI, PER IL SOTTOSCRITTO CD PACIFISTI O PSEUDOPACIFISTI SONO NIENTE O MENO DI NIENTE. SE L'ITALIA E' PREPARATA MERITO DELLA POLITICA DEI GOVERNANTI E DEGLI ISTRUTTORI. SE NO SONO PREPARATI LA COLPA E' DI COLORO CHE VOTANO E MANDANO INETTI DISONESTI CHE PRENDONO IN GIRO RAGAZZI CHE FANNO IL LORO MESTIERE E SERVONO LA PATRIA LA PATRIA E LA PATRIA SOTTOLINEA, INVECE RUBANO SOLDI AL MESE. CI SONO PROBLEMI CHE SI DEVONO AFFRONTARE CON LE ARMI. SI VIS PACEM PARABELLUM RICORDATEVELO.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Gio, 02/07/2015 - 14:22

folgore!!

Ritratto di nowhere71

nowhere71

Gio, 02/07/2015 - 15:08

credo che sarebbe meglio per i militari italiani restarsene a casa: non scorgo nessuna utilità, ne' per la Somalia, ne' per l'Italia, derivata da quell'azione. Mi spiace molto per i morti e i feriti ma se devo proprio versare il mio sangue io lo verso a difesa della mia Patria. Poi versarlo per una nazione dove dai tetti delle case mi tirano i sassi e mi sparano, lo trovo una follia colossale, con tutto il rispetto per i caduti.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Gio, 02/07/2015 - 15:21

#Tuthankamon: NON sono le missioni italiane senza obiettivo. E' TUTTA LA POLITICA che soffre. L'italia, forse, più degli altri. Ma ripeto NON CONFONDIAMO le missioni con la mala Politica. Le NOSTRE FORZE ARMATE eseguono ORDINI e a denti stretti ma con la PATRIA DENTRO vanno avanti. Il racconto o meglio il ricordo del Sig. PAGLIA, SU UNA SEDIA A ROTELLE PER LA VITA, ne è la conferma a quanto espresso. MA RIPETO: MAI confondere i SOLDATI con la volontà POLITICA. Poi, volendo, si può discutere. Intanto MI UNISCO a TUTTA la FOLGORE e alle NOSTRE Forze Armate per come eseguono PROFESSIONALMENTE il loro lavoro!!

Tuthankamon

Gio, 02/07/2015 - 15:32

... FRANZJOSEFF ... sono d'accordo. Ma non sopporto che la nostra gente venga mandata allo sbaraglio senza un chiaro obiettivo! ... nowhere71 ...non e' affatto vero che dovremmo stare a casa. Noi dovremmo sempre essere protagonisti delle principali vicende internazionali. I risultati li abbiamo ottenuti, ma e' sempre mancata LA POLITICA! FOLGORE (e non solo) ... senza dubbio, sempre!