Le meraviglie del Padiglione Zero

Viaggio nella "porta d'ingresso" dell'Expo. Sotto le cupole ispirate ai Colli Euganei dodici tappe fra visione e emozione. Il grande racconto della storia dell'alimentazione inizia dall'Archivio della Memoria. Un percorso scenografico e teatrale

La sensazione è quella di immergersi sotto la crosta terrestre all'interno di coniche sinuosità che si ispirano ai Colli Euganei, di origine vulcanica, per percorrere le tappe di un percorso inusuale fra visione, stupore, emozione, conoscenza e consapevolezza «dentro» la storia millenaria dell'uomo e del suo rapporto con il cibo e con la natura.

Percorso scenografico e teatrale all'interno del Padiglione Zero, che si preannuncia come uno dei più suggestivi e spettacolari di Expo Milano 2015. Un «padiglione delle meraviglie» progettato dall'architetto Michele De Lucchi e curato da Davide Rampello, che ha di recente ricevuto il prestigioso riconoscimento internazionale «Wallpaper Design Award 2015».

La grande «porta di Expo» all'ingresso Ovest, è caratterizzata dai coni in legno alti fino a 26 metri e introduce come in un rito di passaggio al tema dell'Esposizione Universale «Nutrire il Pianeta, Energia per la vita», prologo obbligato e maieutico prima di perdersi fra Cardo e Decumano per scoprire il bello dell'Esposizione ed essere protagonisti di un evento che dal prossimo primo maggio fino al 31 ottobre porterà per sei mesi oltre venti milioni di visitatori dall'Italia e dal mondo nel sito espositivo.

Lo «Zero» assume così un carattere simbolico con «il fascino prima dell'inizio perché ha questa particolarità di non essere numerato, corrisponde alle genesi da cui tutto parte: in questo caso la storia dell'alimentazione e e quindi la storia dell'uomo…» dice Davide Rampello.

La visita attraverso le dodici sale inizia con la sorprendente scenografia dell'Archivio della Memoria costruito in legno intagliato come un'antica biblioteca di un monastero barocco alta 23 metri e larga 50 e costellato di cassetti: contenitori di storie, libri, oggetti. «Memoria», appunto. Ed è anche un simbolo del valore del saper fare bene delle eccellenze artigiane italiane. Sul retro dell'Archivio la narrazione prosegue con la proiezione di un video dedicato a caccia, pesca, coltivazione e allevamento ispirato alla Sala dei Giganti affrescata da Giulio Romano a Palazzo Te a Mantova.

In un'altra sala, frutta e verdura di tutto il mondo sono protagoniste di proiezioni e giochi cromatici a ricordare che sono le principali fonti di energia per la vita. E come non sorprendersi davanti alla ricostruzione di un gigantesco albero alto 23 metri che si innalza al di fuori del tetto della cupola a sottolineare il dominio della natura? L'itinerario di scoperta prosegue nella la Sala degli Animali con le riproduzioni delle specie più importanti per l'allevamento realizzate da artigiani scenografi e nella Sala degli Attrezzi dove strumenti, utensili e macchine raccontano storie e usi dell'uomo prima cacciatore, poi raccoglitore, infine agricoltore e allevatore con la capacità di intervenire e modificare l'ambiente.

Proseguendo, ci si imbatte in un vaso gigante attorniato da anfore, coppe, orci, otri provenienti da musei italiani e stranieri: rappresentano l'arte antica della conservazione e del trasporto del cibo con i contenitori tipici delle più svariate culture.

L'avvento della rivoluzione industriale trasforma radicalmente il rapporto dell'uomo con l'ambiente modificando per sempre il paesaggio naturale. Così l'industrializzazione dell'alimentazione, passaggio storico, è raccontata con un maxi plastico di 320 metri quadrati, mentre la Sala della Borsa affronta i temi di commercializzazione, comunicazione e consumo del cibo dell'epoca moderna: qui un maxi muro digitale di monitor trasmette le fluttuazioni dei valori e il flusso senza sosta del consumo degli alimenti in tutto il mondo.

Il Padiglione Zero mette in evidenza al piaga mondiale dello spreco alimentare con una installazione di ammassi di scarti: ricorda lo spreco quotidiano di cibo: è uno dei temi chiave del viaggio nella storia dell'alimentazione. E qui si può assistere alla proiezione di scene cult della cinematografia mondiale che raccontano il rapporto fra uomo e cibo. E non mancano le catastrofi, ovvero i disastri ambientali della Terra causati dall'uomo all'ambiente: basta guardare attraverso una fessura per riflettere e non dimenticare.

Il percorso si chiude con due messaggi positivi. Quello della Sala dei Paesaggi con gli esempi virtuosi del lavoro di una comunità di agricoltori e dell'industria alimentare consapevole e le proiezioni di suggestive immagini per paesaggi agrari del mondo: armonia ed equilibrio fra uomo e natura. E quello delle Best Practices: cinque storie dei migliori progetti di cooperazione per lo sviluppo.

Uno sguardo sul futuro dell'alimentazione e del Pianeta, forti della «memoria».