Il messaggio del Papa: ​"Alla gente tende alla coprofagia"

Papa Francesco in una intervista usa parole dure contro la disinformazione: "Il danno più grande. Orienta l'opinione tralasciando l'altra parte di verità"

Papa Francesco torna a bacchettare i media. "La disinformazione è probabilmente il danno più grande che può fare un mezzo - ha detto il pontefice in una intervista al settimanale cattolico "Tertio" - perché orienta l'opinione in una direzione, tralasciando l'altra parte della verità".

Le parole del Papa

Bergoglio nel suo appello ai media chiede loro di "essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno". Il potere della parola è enorme, pensa Francesco, e per questo i giornalisti non devono essere "tentati di calunnia" perché possono "essere usati per calunniare, per sporcare la gente, questo soprattutto nel mondo della politica. Possono essere usati come mezzi di diffamazione".

Il riferimento è ai casi in cui i media tirano fuori vecchie storie personali di individui ora al centro dell'attenzione: "Ogni persona ha diritto alla buona fama - ha detto il Papa - però magari nella sua vita in precedenza, nella vita passata, o dieci anni fa, ha avuto un problema con la giustizia, o un problema nella sua vita familiare, e portare questo alla luce oggi è grave, fa danno, si annulla una persona! Nella calunnia si dice una bugia sulla persona; nella diffamazione si mostra una cartella - come diciamo in Argentina: 'Se hace un carpetazò - e si scopre qualcosa che è vero, ma che è già passato, e per il quale forse si è già pagato con il carcere, con una multa o con quel che sia". Secondo il pontefice "non c'è diritto a questo. Questo è peccato e fa male. E una cosa che può fare molto danno nei mezzi di informazione è la disinformazione: cioè, di fronte a qualsiasi situazione dire solo una parte della verità e non l'altra. Questo è disinformare. Perché tu, all'ascoltatore o al telespettatore dai solo la metà della verità, e quindi non può farsi un giudizio serio".

Commenti

routier

Mer, 07/12/2016 - 18:46

La quasi totalità dei media hanno un "padrone" o quantomeno una ideologia di riferimento, pertanto le "grida" di Don Bergoglio lasceranno il tempo che trovano tuttavia, noi consapevoli fruitori di informazione, utilizzando a piene mani tutti i mezzi che la tecnologia moderna mette a disposizione, possiamo arrivare sufficientemente vicino alla verità.