Messina, in manette due esponenti del clan Giostra

I carabinieri hanno tratto in arresto due esponenti dell'organizzazione mafiosa operante nella zona di Giostra per il tentato omicidio del pregiudicato Francesco Cuscinà

Nella mattinata del 18 settembre 2019 i carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno dato esecuzione di custodia cautelare in carcere nei confronti di Paolo Gatto e Giuseppe Cutè. Il provvedimento restrittivo verso i due soggetti è motivato dal tentato omicidio messo in atto da Gatto e Cutè nei confronti del pregiudicato Francesco Cuscinà. L'agguato era avvenuto in data 25 agosto 2018 sul Viale Giostra. Quella mattina, i due killer si erano incontrati intorno alle 8:45 al fine di preparare l'imminente azione delittuosa.

A bordo di un motociclo, Gatto e Cutè avevano raggiunto Francesco Cuscinà, il quale si trovava in sosta col proprio motociclo sul Viale Giostra, lungo la carreggiata in direzione mare-monte. I due soggetti tratti in arresto si erano di conseguenza avvicinati alla vittima, esplodendo alcuni colpi di pistola verso l'uomo, al fine di ucciderlo. Un delitto mancato a causa dell'inceppamento dell'arma da fuoco dopo i primi colpi esplosi. Infine, i due criminali non avevano potuto fare altro che allontanarsi dalla zona tramite il loro mezzo, non prima di aver messo in atto una colluttazione con Cuscinà.

Il pregiudicato 64enne, dopo quanto avvenuto, si era recato prima presso il punto territoriale di emergenza di Messina Nord, per poi giungere all'Ospedale Piemonte. Dopo essere stato dimesso dalla struttura ospedaliera, la vittima era stata interrogata dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Messina Centro, dimostrando tuttavia scarsa collaborazione e fornendo una versione completamente incongruente rispetto a quanto acclarato dai militari.

Le indagini hanno accertato, grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, come Giuseppe Cutè e Paolo Gatto siano affiliati al clan di Giostra. Come è possibile leggere inoltre dalla Gazzetta del Sud, Paolo Gatto risulta essere figlio del boss di Giostra. I due dovranno rispondere di gravissime e svariate accuse quali porto e detenzione di armi comuni da sparo, tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, rapina e trasferimento fraudolento dei valori.