Emiliano, Speranza e Rossi in corsa verso la segreteria Pd

Matteo Renzi torna ad essere il capo del Pd, ma intorno a lui potranno esserci nuove figure

La campagna referendaria ha buttato luci e ombre sul Pd. Se da un lato è viva l'immagine di Matteo Renzi che annuncia le sue dimissioni con gli occhi lucidi e la moglie vicino, dall'altro c'è chi, tra gli stessi Dem, dalla vittoria del “NO” ha tratto vantaggi.

Su questo referendum Renzi aveva puntato tutto sul “SÌ”, come alla roulette. A saltare è la sua poltrona di premier, non quella di capo del partito anche se i cambiamenti, non lo escludiamo, ci saranno anche dentro il PD.

Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, Roberto Speranza, già capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati e il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, sono in corsa per aggiudicarsi un posto nella segreteria del partito.

Tra Emiliano e Renzi, si sa, non corre buon sangue tanto che durante la campagna referendaria, il governatore pugliese, invece di sostenere l'ex primo ministro, aveva dichiarato al Financial Times che la riforma avrebbe solo danneggiato il Sud. Ma la sua posizione era meno bellicosa del solito. Ed ora si capisce il motivo. Non scoprirsi nel partito.

Anche perché in lizza ci sono due esponenti del Sud, Puglia e Basilicata e il governatore della Toscana.

Si inaugura così un nuovo periodo di cambiamenti per il Pd, non solo per l'Italia. Michele Emiliano ricorda di aver giurato tre volte sulla Costituzione, “principale riferimento per la mia vita”, felice che sia rimasta invariata. Roberto Speranza, che all'alba del 2 dicembre è andato al cambio turno tra gli operai di Melfi, nella sua terra, per convincerli a votare "No".

Nella corsa alla segreteria c'è però anche Rossi più vicino alle idee di Renzi e che nel “fronte del No” trova una “mentalità distruttiva”.

Insomma, il partito al suo interno rimane diviso e il futuro è più incerto che mai.