Migranti, allarme sulla scabbia: "Boom di medicinali venduti"

Il campanello d'allarme lanciato dalla Lega in Emilia Romagna: "Nell’ambito della provincia di Forlì/Cesenasi ‘parla’ di 316 articoli farmaceutici distribuiti in un anno"

I numeri, secondo la Lega, devono essere un "campanello d'allarme". Ed sono in molti a legare questi "dati preoccupanti" al fatto che "la maggior parte dei casi" riguarda "extracomunitari". L'allarme è stato lanciato dal consigliere regionale del Carroccio in Emilia Romagna, Massimiliano Pompuignoli. Dove in un solo anno sono stati ceduti ben 316 articoli per curare la scabbia. E questo senza contare "le confezioni cedute direttamente alle cooperative assistenziali non vengono indicate".

"Da segnalazioni pervenuteci circa la vendita di prodotti per la cura della scabbia nell’ambito della provincia di Forlì/Cesena - si legge in una nota firmata da Pompignoli (che ha presentato un'interrogazione) e dal segretario provinciale della Lega, Andrea Cintorino- nel periodo ricompreso tra il primo gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017, si ‘parla’ di 316 articoli farmaceutici distribuiti, complessivamente, ad altrettanti cittadini del comprensorio forlivese e cesenate".

La scabbia si combatte con facilità. Ma si diffonde da uomo a uomo e va comunque tenuta sotto controllo. A favorirne la diffusione è soprattutto la scarsa igiene e la vita in comunità. "La maggior parte dei casi di scabbia - spiegava Pompignoli a Cesena Today - riguarda minori, molto spesso extracomunitari, che frequentano la scuola primaria e secondaria ma anche richiedenti asilo, ospiti delle strutture di accoglienza del territorio e provenienti da Paesi del Terzo Mondo dove questa malattia è più diffusa".

Ecco perché secondo il leghista "le Istituzioni e la politica devono interrogarsi con scrupolosità per capire, con esattezza, il numero di casi effettivi registrati dal Dipartimento della Sanità Pubblica dell’Ausl di Romagna". Ma soprattutto, quello di cui occorre arrivare a conoscenza è "la natura dei soggetti coinvolti (quanti minori e quanti adulti), se si tratti di cittadini extracomunitari e/o richiedenti asilo e quali siano gli ambiti in cui sia stata riscontrata l’infezione".