Migranti gettati in mare da un veliero: fermati scafisti ucraini

Al largo di Isola di Capo Rizzuto un veliero proveniente dalla Turchia ha gettato in mare sedici siriani per poi darsi alla fuga. Ma la Guardia di Finanza ha inseguito ed arrestato gli scafisti

Migranti in viaggio dalla Turchia fino alla Calabria. A bordo di barche a vela da diportisti. Non è la prima volta e non sarà l'ultima.

Questa mattina il nucleo Roan (Reparto operativo aero-navale) della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, insieme alla squadra Mobile di Crotone, ha arrestato due scafisti ucraini al largo di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria. I due tentavano di prendere il largo a bordo di un veliero di dieci metri.

I due avrebbero sbarcato sedici migranti siriani traghettati in Italia fin dalla penisola anatolica una volta in vista della costa calabrese e quindi avrebbero virato di bordo per allontanarsi il più in fretta possibile dalle acque territoriali italiane.

Ad avviare le ricerche, scrive il Quotidiano del Sud, sono stati i carabinieri del comando locale, dopo aver ritrovato i sedici migranti - tra cui sei donne e due minori - con gli abiti bagnati che si aggiravano sul lungomare. Quindi è scattato l'inseguimento in mare, con i mezzi della Guardia di Finanza.

Fermati, gli ucraini sono stati identificati come trafficanti di uomini e arrestati dalle forze dell'ordine, che ora indagano per tentare di ricostruire l'intera filiera dei viaggi clandestini.

Il traffico di barche dalla Turchia

Da mesi infatti, in concomitanza con la chiusura della rotta balcanica, su internet e nei campi profughi di Turchia e Grecia fioriscono le offerte di viaggio per l'Italia. E se dalle coste ioniche greco-albanesi si parte prevalentemente a bordo di rapidi gommoni fuoribordo, gli scafisti di base nella penisola anatolica offrono "pacchetti viaggio" che comprendono una navigazione di più giorni fino alle coste salentine o calabresi.

Spesso queste offerte, in vendita al prezzo di svariate migliaia di euro, prevedono un passaggio a bordo di velieri anche di lusso battenti bandiera di Stati occidentali. Non di rado le imbarcazioni si spingono fino in porto, certe di potere sbarcare i loro passeggeri confondendosi fra le barche dei turisti. Un'industria lucrosa alimentata dalle decine di migliaia di disperati che dal Medio Oriente continuano a riversarsi in Europa.

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Commenti

venco

Ven, 10/06/2016 - 15:41

A questi basta prendere i soldi.

Ritratto di hernando45

hernando45

Ven, 10/06/2016 - 16:41

NOOO amico venco 15e41, bisogna AFFONDARGLI la barca, i soldi se va bene sono in Turchia!!!! Saludos dal Nicaragua.

kayak65

Ven, 10/06/2016 - 17:02

pure gli ucraini ci buttano il pattume...

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Ven, 10/06/2016 - 18:09

mentre gli altri si fanno un mazzo in ucraina, altri si arricchiscono. Come in Italia mentre i fessi si facevano ammazzare in guerra qualcuno anche politico se ne stava tranquillo all'estero per poi tornare come se avessero fatto tutto loro.