Milano, arriva la protesta dei pendolari: "#Adessobasta disservizi, cancellazioni e poca sicurezza"

Le associazioni dei cittadini che prendono il treno quotidianamente si sono radunati nella stazione Cadorna per protestare contro il servizio ferroviario lombardo. E chiedono un cambio di rotta

Avevano promesso di darsi appuntamento per oggi pomeriggio, alle 18, alla stazione Cadorna di Milano. Ed è andata esattamente così. Con in mano alcuni striscioni e cartelli di protesta, in queste ore, si è concretizzata una manifestazione indetta da chi il treno lo prende tutti i giorni per necessità e per lavoro. Con l'hashtag #adessobasta, i pendolari che si sono detti esausti di disagi e disservizi sulle linee ferroviarie lombarde si sono trovati con volantini, manifesti e striscioni per sottolineare, ancora una volta, difficoltà quotidiane diventate per loro intollerabili e non più sostenibili.

Il messaggio dei pendolari

"I pendolari lombardi sono stanchi di essere presi in giro", recita il volantino che viene agitato dai manifestanti che, in queste ore, hanno occupato il piazzale della stazione nel centro del capoluogo lombardo. Lamentano ritardi continui, cancellazioni (a volte improvvise) e viaggi che i passeggeri definiscono "da incubo" e che paragonano ai carri bestiame. Il tutto vissuto da studenti, lavoratori che dalle prime ore del giorno si muovono sui treni per raggiungere scuole, uffici, università e altri posti di lavoro.

La questione sicurezza

Secondo quanto riportato da Il Giornale di Lecco, le associazioni lamenterebbero anche condizioni di scarsa sicurezza. Come nel caso del deragliamento avvenuto a Pioltello il 25 gennaio 2018, dove a perdere la vita furono tre persone e altre 50 rimasero ferite. Come riporta il quotidiano lecchese, anche il 13 ottobre scorso, come ricordano alcuni passeggeri, sulla linea Cremona-Treviglio, tra Casaletto Vaprio e Crema, si sarebbe verificato un altro incidente, senza però registrare feriti grazie alla prontezza del macchinista.

La denuncia e le "promesse smentite"

I passeggeri poi hanno accusato i soggetti gestori delle infrastrutture e dei soggetti ferroviari di un'incapacità generalizzata a gestire i momenti di emergenza, ma soprattutto a risolverli, anche per la mancanza di un piano operativo di comunicazioni adeguate a chi il treno lo deve prendere. "La Regione stessa è oggi in ostaggio dell'ampia delega data per la gestione dei servizi e dell'infrastruttura, credendo ciecamente ai relativi responsabili, i quali continuano a fare promesse invariabilmente smentite dai fatti e accampando ragioni risibili per i disservizi. Passato il caldo e i temporali estivi è arrivata la pioggia autunnale, in ogni caso fenomeni atmosferici che si ripetono ogni anno e quindi non ci sono scusanti", continua il volantino esposto dei pendolari.

Cosa chiedono i viaggiatori

Tra le richieste ricorrenti, i pendolari chiedono che si interrompano l'affidamento diretto senza gara pubblica della gestione dei servizi ferroviari, la gestione "centralista" dell'infrastruttura e quelle norme di circolazione che, a detta loro, "ingessano il servizio". I cittadini radunati a Cadorna hanno chiesto, quindi, che la Regione Lombardia si assuma la responsabilità di "regolatore", che promuova un piano di potenziamento tecnologico e infrastrutturale e che siano ripristiante tutte le corse soppresse dal piano emergenziale.

Il commento del Pd

"Mentre Atm migliora e aumenta gli abbonamenti, Trenord sprofonda e costringe i pendolari lombardi a scendere in piazza per i disagi. E la Lega cosa fa? Vota in Regione Lombardia una norma per togliere al comune di Milano la maggioranza dell'Agenzia del bacino del Trasporto pubblico locale". Il commento è quello della segretaria del Partito democratico Milano Metropolitana, Silvia Roggiani. La dem, infatti, in una nota ha commentato l'emendamento alla Legge di Semplificazione che il Consiglio regionale ha approvato questo pomeriggio e che, di fatto, riduce le quote di partecipazione del comune e della Città metropolitana del capoluogo lombardo all'interno dell'Agenzia del trasporto pubblico locale del bacino di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. "C'era solo una strategia", continua Roggiani, "che Regione potesse intraprendere per ridurre la distanza fra l'eccellenza di Atm e il disastro di Trenord. La Lega, disattendendo i bisogni dei cittadini, sceglie quella opposta e punta ad affossare ciò che funziona".